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Lucia di Lammermoor, il dolore dell’amore (Gaetano Donizetti)

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07/07/2020

Proposte di ascolto di Pino Pignatta

Gaetano Donizetti
Lucia di Lammermoor
Cavatina: «Regnava nel silenzio» – Caballetta: «Quando, rapito in estasi»
Anna Netrebko, soprano; Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo; Yuri Temirkanov, direttore
Ma quanto è brava Anna Netrebko, soprano russo, 49 anni. Al minuto 2:05 di questa Cavatina, che nel linguaggio della lirica è l’Aria con cui ogni personaggio si presenta in scena la prima volta, per un attimo guarda intensamente la telecamera proprio davanti a lei, e quindi guarda negli occhi tutti noi, ci rapisce, e in pochi istanti ritroviamo la stessa forza espressiva di una Maria Callas contemporanea, e siamo trascinati nella storia drammatica di Lucia di Lammemoor, capolavoro lirico di Gaetano Donizetti: un’opera tragica, non per qualche malattia o sofferenza, ma solo per amore, il che a volte può essere la stessa cosa, anche peggio, tanto che questa vicenda finisce molto male, con una donna persa nella follia e il suo innamorato che si pugnala a morte.
«Ha qualcosa di speciale, lo spessore degli artisti che lasciano il segno», diceva Mirella Freni di Anna Netrebko, considerata “la nuova diva del XXI secolo”. E vi proponiamo subito due punti intensi di questa bella interpretazione in forma di concerto (ossia senza la scenografia, i costumi e la regia che ha una pagina lirica quando va sul palcoscenico di un teatro d’opera) con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo, sotto la direzione di Yuri Temirkanov, nella Philharmonic Hall della gloriosa città zarista: e cioè al minuto 2:15, quando la Netrebko, anche fisicamente, non solo con la voce, sostiene la pausa dell’intera orchestra con un pathos di grande forza, sul finale imperioso di “L’ombra mostrarsi a me”, pezzo di bravura della cantante, anche attoriale, in senso melodrammatico. E al minuto 4:08 quando sulla parole “E l’onda pria sì limpida, Di sangue rosseggiò!”, la Netrebko barcolla, completamente assorbita dal ruolo tragico di Lucia, in un coinvolgimento che esprime la sostanza drammaturgica di questo soprano, un’espressività tanto più evidente quanto messa in mostra in modo così intenso in una forma di concerto.
Per seguire meglio questa Cavatina, che fa parte del primo atto della Lucia di Lammermoor, vi proponiamo intanto il testo, perché la particolare articolazione del canto lirico e il fatto che la Netrebko sia russa, rende non semplice seguire il libretto (la stessa ragione per cui se andate all’opera i moderni teatri vi propongono direttamente il testo sullo schienale della poltrona che sta davanti a voi). Alla Cavatina “Regnava nel silenzio” segue la Caballetta “Quando, rapito in estasi” (minuto 7:01), che vede sempre protagonista Lucia. Per “Caballetta” si intende una breve aria, di movimento vivace, qui reso bene dal primo e secondo flauto, che di solito si trova alla fine di un duetto, in questo caso del duetto tra Lucia e la sua cameriera Alisa.

Cavatina «Regnava nel silenzio»
Regnava nel silenzio
Alta la notte e bruna…
Colpìa la fonte un pallido
Raggio di tetra luna…
Quando sommesso un gemito
Fra l’aure udir si fe’,
Ed ecco su quel margine
L’ombra mostrarsi a me!
Qual di chi parla muoversi
Il labbro suo vedea,
E con la mano esanime
Chiamarmi a sé parea.
Stette un momento immobile
Poi ratta dileguò,
E l’onda pria sì limpida,
Di sangue rosseggiò! –
Egli è luce a’ giorni miei,
E conforto al mio penar
Quando rapito in estasi
Del più cocente amore,
Col favellar del core
Mi giura eterna fe’;
Gli affanni miei dimentico,
Gioia diviene il pianto…
Parmi che a lui d’accanto
Si schiuda il ciel per me!

Caballetta «Quando, rapito in estasi»
Quando rapito in estasi
Del più cocente ardore
Col favellar del core
Mi giura eterna fê,
Gli affanni miei dimentico,
Gioja diviene il pianto,
Parmi che a lui d’accanto,
Sì schiuda il ciel per me.

Come dicevamo, una drammatica storia d’amore. Lucia di Lammermoor è infatti un dramma tragico in tre atti e due parti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano. L’opera è tratta dal romanzo di Walter Scott “The Bride of Lammermoor” (La sposa di Lammermoor) del 1819. L’azione si svolge in Scozia, parte nel castello di Ravenswood, parte nella rovinata Torre di Wolferag. Siamo sulla fine del secolo XVI.
Il ruolo di Lucia è scritto per un soprano drammatico di coloratura. Significa che la cantante deve avere sia la capacità di colorare con il timbro della voce, sia l’abilità di padroneggiare l’espressione drammatica con un volume vocale più ampio. Se questa voce sa anche affrontare parti più intensamente melodiche, allora può succedere che il soprano drammatico di coloratura possa cantare un più vasto repertorio. Ed è questo il caso di Anna Netrebko, che spazia anche su Mozart, Verdi e Puccini.
In sintesi, la trama è questa: Lord Enrico Ashton viene informato da Normanno che la sorella – Lucia di Lammermoor – è innamorata di Edgardo di Ravenswood, la cui famiglia è da sempre sua rivale. Edgardo è costretto a partire per difendere la Scozia; prima però scambia gli anelli con Lucia, in pegno di eterno amore. Enrico approfitta della sua partenza per far credere a Lucia (in accordo con Normanno e Raimondo) che Edgardo abbia trovato un nuovo amore, costringendola quindi a sposare Arturo Bucklaw, il cui nome risolleverà le sorti degli Ashton. Durante le nozze irrompe però Edgardo che, credendola traditrice, restituisce stizzito l’anello a Lucia. Enrico lo sfida a duello per risolvere la loro contesa. Lucia perde completamente il senno e, durante la prima notte di nozze, uccide Arturo. Poco dopo morirà consumata dalla follia e dall’amore. Edgardo, saputa la notizia, si pugnala a morte.
Il fascino del canto della Netrebko, che da diva fa convergere su di sé ogni attenzione, non deve distogliere dalla bellezza della musica di Donizetti. Nella Cavatina «Regnava nel silenzio» gli strumenti a corda e a fiato entrano in pianissimo. Gli ottoni diffondono un umore cupo, sofferente. Dopo poche battute entra il clarinetto con una figura arpeggiata. E la mezza tinta del clarinetto rafforza l’umore simile al notturno, creando via via l’atmosfera di un destino ineluttabile. La voce di soprano inizia in piano sopra le figure arpeggiate. Il testo offre parole espressive come “pallido”, “bruna” o “luna”: Donizetti compone splendidi ornamenti, in particolare la parola “gemito” offre al cantante una bellissima opportunità d’espressione. Con la ripetizione di “L’ombra mostrarsi”, il brano assume un aspetto tragico.
Con l’ultima cadenza e una transizione d’orchestra, la Cavatina si trasferisce nella Caballetta «Quando rapito in estasi». I flauti rallegrano la scena. E con questo umore Lucia s’illumina. Donizetti ha composto l’emozione dell’arrivo imminente di Edgardo con grandi balzi di tono, che rappresentano notevoli difficoltà per il cantante. L’Aria si conclude con il bellissimo passaggio “Si schiuda il ciel”, che termina con uno spettacolare Re acuto.
Per una forma di concerto, la Netrebko ce l’ha messa davvero tutta, e la Lucia di Donizetti, che di lì a poco piomberà nella follia più accecante, con lei sembra sopravvivere a ogni dolore.
Buon ascolto.

Per approfondire l’ascolto

1) Gaetano Donizetti
Lucia di Lammermoor
Maria Callas, soprano; Philharmonia Orchestra; Tullio Serafin, direttore (Warner Classics, disponibile anche sugli store digitali)

2) Gaetano Donizetti (e AA. VV.)
Lucia di Lammermoor (Arie)
Anna Netrebko, soprano; Mahler Chamber Orchestra; Claudio Abbado, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

3) Anna Netrebko
Opera Arias
Wiener Philharmoniker; Gianandrea Noseda, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

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