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04/09/2012

La purezza e la semplicità che danno pace (W.A. Mozart, Quartetto per pianoforte Kv. 478 in Sol minore)




Wolfgang Amadeus Mozart
Quartetto per pianoforte Kv. 478 in Sol minore
Allegro; Andante; Rondò (Allegro)
Fauré Quartet


Vi prende con l’Allegro iniziale, vi strappa alla quotidianità e ai vostri pensieri con un attacco perentorio, energico, giocato all’unisono tra i quattro strumenti, che trova presto uno sviluppo in meravigliose scale discendenti del pianoforte, con una freschezza straripante e toccando le corde più profonde di noi stessi. Poi vi accompagna sui terreni sconfinati della malinconia e dell’introspezione, nell’Andante, affidando al solo pianoforte la melodia cantabile che apre il secondo movimento, rinforzata dal tappeto degli archi che la sostengono in contrappunto, e qui c’è da strapparsi i capelli per la bellezza. Infine, vi scuote con un Rondò d’impostazione brillante, vigorosamente spensierato, e con un delizioso tema di Johann Christian Bach al centro del movimento.
È davvero da ascoltare nella sua interezza, questo Quartetto per pianoforte Kv. 478 di Mozart (il primo di due, l’altro è il Kv. 493) per la tensione inesauribile che lo percorre, che non abbandona chi ascolta neppure per un istante, per la limpidezza e la vitalità che emanano dalle strutture armoniche, per il contagioso (e irresistibile) gioco di rimbalzo e di sponda tra il pianoforte e gli archi, soprattutto il violino. E il tutto in un quadro di purezza estrema: forse la chiave della grandezza di Mozart è qui, tutto in lui sembra naturale, ingenuo. Non costruisce architetture superbe come il genio matematico di Bach; non genera emozioni forti come il Beethoven epico. È semplice, anche se non ha la spoglia semplicità di un canto gregoriano: può essere complesso, come in alcune strutture armoniche del “Don Giovanni”, ma è sempre accessibile, alla portata della spontaneità e istintività musicale di un bambino.
Il Quartetto Kv. 478 è una pagina che, come altre composte dal Salisburghese, contribuisce a delineare meglio i contorni del cosiddetto “effetto Mozart”, studiato in musicoterapia con risultati scientificamente interessanti. È ormai realtà che curarsi con la musica è possibile: negli ultimi cinquant’anni la musicoterapia ha fatto enormi passi avanti, soprattutto negli Stati Uniti, dove più di 5.000 musicoterapisti lavorano negli ospedali, nei reparti di riabilitazione e rianimazione, nei centri anti-dolore. In particolare, il potere della musica di Mozart si è imposto all’attenzione degli studiosi grazie a una ricerca innovativa condotta dall’Università della California all’inizio degli anni Novanta: al Centro di Neurobiologia un gruppo di scienziati ha osservato gli effetti della musica del genio salisburghese su alcuni studenti. Trentasei giovani hanno totalizzato da 8 a 10 punti in più nel test del QI spaziale (parte della scala di intelligenza Stanford-Binet) dopo aver ascoltato dieci minuti della Sonata per due pianoforti Kv 448 (che vi abbiamo già proposto). Non solo: a Dallas una donna di 42 anni, dopo una ricostruzione estesa del ginocchio, con spasmi dolorosi che su una scala da uno a 10 corrispondevano per lei a “12”, ha chiesto aiuto a una musicoterapista, che prima le ha chiesto di visualizzare il dolore sotto forma di oggetti concreti e colorati e di provare mentalmente a espellerli. Poi, ascoltando l’Adagio del Concerto per clarinetto Kv 622 di Mozart (vi abbiamo proposto anche questo) la terapista ha guidato la donna verso una maggiore consapevolezza sensoriale. Risultato, nelle parole della paziente: «Un caldo oceano con onde che mi lambivano, spazzando via le fitte». Alla fine della seduta il dolore da “12” era passato a “tre”.
Non è da meno questo Quartetto KV 478, che si apre con un’ambientazione fortemente introspettiva. La tonalità scelta per l’Allegro iniziale, infatti, è il Sol minore. Scegliere una tonalità significa preferire intorno a quale nota costruire l’intera composizione. Dunque, Mozart sceglie il “sol” e il modo minore che è, solitamente, più triste, intimo, nostalgico. Ma per Mozart il “sol minore” aveva un significato ancora più particolare, era la tonalità da lui più usata per le “confidenze” passionali e drammatiche. È la tonalità, per intenderci, della Sinfonia N. 40 Kv 550, e di un altro capolavoro come il Quintetto per viola Kv 516. Uno dei più grandi biografi di Mozart, Alfred Einstein, spiega che il “sol minore” per il compositore austriaco era la tonalità del destino che bussa alla porta, intravedendo appunto negli accordi suonati all’unisono da tutti e quattro gli strumenti nell’Allegro iniziale il tema del “destino”, potente e ineluttabile, come nei quattro “Do” che spalancano la Quinta di Beethoven, o nella Quarta Sinfonia di Tchaikovsky.
E’ così. Lo potete ascoltare voi stessi nell’attacco prodigioso di questo Quartetto, dalle mani dei musicisti del Fauré Quartet che vi proponiamo nel video tratto da YouTube. E ancora più intensamente dall’inarrivabile (sinora) interpretazione dello storico Beaux Arts Trio con la collaborazione del violista italiano Bruno Giuranna, disco imperdibile per una discoteca “colta”, che ovviamente è al primo posto tra le nostre proposte d’acquisto. L’attacco iniziale restituisce subito l’atmosfera drammatica del “sol minore” mozartiano, con i quattro strumenti che “bussano” nella vita del compositore con la forza della scrittura all’unisono. Un’idea musicale che però esce immediatamente, in modo miracoloso, dalla drammaticità della tonalità scelta, trasformata dal secondo tema, introdotto dal pianoforte solo. Il terzo tema, con evidenti tracce di luminosità e gioia (paragonabili, secondo noi, soltanto agli squarci di luce improvvisi di certe pennellate di clarinetto nella scrittura brahmsiana), è condotto dal pianoforte con echi commoventi di calore e colore dal violino. L’Allegro sviluppa così il materiale tematico, come dicevamo prima, senza neppure un crollo di tensione emotiva, fra trilli, trame violinistiche, tappeti armonici e la cantabilità stupefacente del pianoforte.
Poi arriva l’Andante. Qui Richard Strauss impazziva, letteralmente: lo vedevano piangere. Mozart affida di nuovo al piano il compito di introdurre il suo stato d’animo, che dai colpi di “destino” iniziale sembra come per incanto trovare serenità e quiete. E ancora una volta con un atto compositivo segnato (solo in apparenza, ovviamente) da una semplicità disarmante. Il secondo movimento comincia con una melodia deliziosa, prima “dichiarata” sommessamente dal pianoforte e poi in modo più energico dall’intero quartetto. Dolore, mancanza di speranza, rassegnazione sono spazzati via: resta soltanto una sensazione di pace interiore, come uno stato di grazia, come una sorta di realizzazione in musica del “Satori” coltivato nella pratica del buddismo Zen, che rende calmi, svegli, consapevoli, responsabili.
Il Finale – tradizionalmente più “disimpegnato” rispetto al primo movimento – è un Rondò d’impostazione brillante e concertistica, che ricorda molto da vicino la convivialità e la spensieratezza dei Concerti per pianoforte mozartiani. Piacevole d’ascoltare, di evidente atmosfera viennese (il Quintetto fu composto nella capitale austriaca nell’ottobre 1785). Insomma, una trasposizione cameristica dei concerti in pubblico, nelle piazze di Vienna, che tanto piacevano ai contemporanei di Amadeus. Un terzo movimento che suggella un capolavoro all’insegna della felicità compositiva, anche se è con i primi due, Allegro e Andante, che Mozart ti ruba non solo l’anima ma addirittura la coscienza, per lunghi minuti di beatitudine musicale, di stare a questo mondo.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Wolfgang Amadeus Mozart
The Piano Quartets (Kv 478, KV 493)
Beaux Arts Trio; Bruno Giuranna, viola (Philips)

2) Wolfgang Amadeus Mozart
Mozart & Brahms: Clarinet Quintets
Emerson String Quartet; David Shifrin, clarinetto (Deutsche Grammophon, disponibile anche su iTunes)

3) Wolfgang Amadeus Mozart
Klarinettenkonzert & Fagottkonzert
Royal Philharmonic Orchestra, Sir Thomas Beecham, direttore (Harrison James Music, disponibile anche su iTunes)

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Parole chiave:
Introspezione - Musica - Musicoterapia - Nostalgia - Serenità

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