Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

24/03/2015

La pace nella sofferenza (Franz Joseph Haydn, Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce)




Franz Joseph Haydn
Le ultime sette parole di Cristo sulla croce
Introduzione - Maestoso e adagio; Sonata I - Largo; Sonata II - Grave e cantabile; Sonata III - Grave; Sonata IV - Largo; Sonata V - Adagio; Sonata VI - Lento; Sonata VII - Largo; Il Terremoto - Presto e con tutta forza
Le Concert des Nations; Jordi Savall, direttore


Ciò che colpisce sempre di questo capolavoro, “Le sette ultime parole di Cristo sulla croce”, composto da Franz Joseph Haydn nel febbraio del 1797, soprattutto nella sua versione originale per orchestra, sono la forza e la dignità che vengono opposte al dolore. Ma anche la leggerezza, la lievità, nonostante la morte imminente, e il senso di pietà per la sofferenza che domina la scena. Chi si avvicina a questa pagina – scritta per le cerimonie del Venerdì santo, dunque per la Pasqua – con sentimento cristiano, scopre una musica che racconta la Passione, quasi in modo programmatico, e ne ha una vertigine spirituale; chi la ascolta con un approccio totalmente laico, scopre una partitura frutto dell’Haydn più maturo, artefice massimo del Classicismo viennese (Mozart era morto già da cinque anni), e protagonista di uno dei cambiamenti epocali nella storia della musica, per la sistemazione definitiva della sinfonia. La composizione, infatti, è arrivata sino a noi, nonostante una chiara indicazione di fede, con la forza della musica pura, e la versione per quartetto d’archi ne è un esempio formidabile: Haydn ha infatti sempre considerato questo uno dei suoi lavori più riusciti, tanto da convincersi a scriverne una riduzione cameristica per sopperire alle esigenze dei musicisti dilettanti che erano privi di orchestra, e in seguito una versione per pianoforte, e in ultimo una per coro e orchestra.
E’ lo stesso Haydn che, nell’inviare la partitura definitiva all’editore Breitkopf & Härtel per la pubblicazione, spiega in prefazione la genesi di questo lavoro: «Circa quindici anni fa mi fu chiesto da un canonico di Cadice [nella Spagna del Sud] di comporre della musica per “Le ultime sette Parole del Nostro Salvatore sulla croce”. Nella cattedrale di Cadice era tradizione produrre ogni anno un oratorio per la Quaresima, in cui la musica doveva tener conto delle seguenti circostanze. I muri, le finestre, i pilastri della chiesa erano ricoperti di drappi neri e solo una grande lampada che pendeva dal centro del soffitto rompeva quella solenne oscurità. A mezzogiorno le porte venivano chiuse e aveva inizio la cerimonia. Dopo una breve funzione il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava la prima delle sette parole (o frasi) tenendo un discorso su di essa. Dopo di che scendeva dal pulpito e si prosternava davanti all’altare. Questo intervallo di tempo era riempito dalla musica. Allo stesso modo il vescovo pronunciava poi la seconda parola, poi la terza e così via, e la musica seguiva al termine ogni discorso. La musica da me composta dovette adattarsi a queste circostanze e non fu facile scrivere sette Adagi di dieci minuti l’uno senza annoiare gli ascoltatori: a dire il vero mi fu quasi impossibile rispettare i limiti stabiliti».
Il video che abbiamo scelto per voi, oltre che di eccellente qualità interpretativa perché si tratta della lettura di Jordi Savall con il suo Concert des Nations, sembra mettere in scena anche la cerimonia simbolica rappresentata nella cattedrale di Cadice, così come raccontato in prima persona da Haydn, con costumi e una scenografia di forte impatto visivo. Nella partitura originale il titolo è “Musica instrumentale sopra le sette ultime parole del nostro Redentore in croce, ovvero Sette Sonate con una Introduzione e alla fine un Terremoto”. C’è dunque tutta la Passione come evento che scarnifica e lascia spogli davanti al dolore fisico ed emotivo, introdotta da una dolente e maestosa colorazione orchestrale. Il resto della composizione, che secondo gli storici fu eseguito in prima assoluta il Venerdì Santo del 1786, si snoda in sette Sonate, meditative, che intendono accompagnare le ultime frasi pronunciate da Cristo sulla croce, tutte in tempi lenti tranne la Conclusione, un Presto che descrive il terremoto che scosse il Calvario, secondo il Vangelo di Matteo.
Certo alla fine del Settecento, a Vienna, non si parla ancora di vera e propria “musica a programma”, tuttavia è indicativo della tensione presente nell’animo di Haydn il fatto che, nel momento in cui l’editore pubblica il lavoro, il compositore fa inserire all’inizio di ogni Sonata il testo delle sette parole sotto la parte del primo violino, in modo che gli esecutori si possano concentrare sul contenuto di quanto suonano. Eccole:
- «Pater, dimitte illis, quia nesciunt quid faciunt», Sonata I, Largo, un motivo dolce e delicato, sorretto da marcate pulsazioni iniziali e da una melodia tenera e aperta al perdono;
- «Hodie mecum eris in Paradiso», Sonata II, Grave e cantabile, con gli archi che quasi sottolineano la gioia del ladrone nel sentirsi riscattato e nel morire con una speranza;
- «Mulier, ecce filius tuus», Sonata III, Grave, molto mozartiano nel respiro orchestrale, capace di allontanare la tragedia della morte con la tenerezza;
- «Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me?», Sonata IV, Largo, un tema austero, rigoroso, pensato per dipingere l’inquietudine dell’uomo davanti alla fine imminente;
- «Sitio», Sonata V, Adagio, il momento dell’invocazione drammatica della sete di Cristo. Con il pizzicato iniziale degli archi che trapunta la sofferenza nel modo più delicato possibile;
- «Consummatum est», Sonata VI, Lento, momento tenebroso e triste, ma anche qui alleggerito da una melodia di archi e fiati, cantabilissima, che non lascia spazio all’angoscia;
- «In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum», Sonata VII, Largo, la sezione più drammatica, dove Gesù morente affida il suo Spirito al Padre. Un impasto orchestrale riempie il vuoto lasciato dalla vita che si spegne.
La progressione drammatica, sino all’epilogo, è affidata al Terremoto. E qui l’indicazione di Haydn è chiara: “Presto e con tutta la forza”. Ed è questa forza, estremamente energica persino a livello timbrico, che Savall chiede ai musicisti della sua creatura, il Concert des Nations. Commenta in modo acuto Terenzio Sacchi, fondatore dell’Orchestra Virtuale del Flaminio: «Possiamo soltanto immaginare l’effetto terrificante che questo brano in do minore, irto di dissonanze, tremoli, veloci trilli, note accentate e ribattute, doveva avere sugli ascoltatori del 1787, che non conoscevano ancora la musica di Berlioz, di Wagner o di Mahler». E proprio nel mettere in musica il Terremoto sul Golgota nella scrittura quartettistica, Haydn sembra soffermarsi sulla situazione psicologica non solo del Cristo ma di tutti i presenti che osservano la scena sotto il Calvario e, come ha scritto il musicologo Ennio Melchiorre, sottolinea un episodio che va oltre le nostre possibilità di razionale comprensione con «violente strappate degli archi in un contesto di sonorità marcate», quasi a invitare l’ascoltatore a riflettere sul possibile e insondabile «dramma dell’avventura umana».
Buon ascolto.

top

Per approfondire l'ascolto

1) Franz Joseph Haydn
Le ultime sette parole di Cristo sulla croce
Le Concert des Nations; Jordi Savall, direttore (Alia Vox, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

2) Franz Joseph Haydn
Le ultime sette parole di Cristo sulla croce OP. 51
Emerson String Quartet (Deutsche Grammophon, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

3) Franz Joseph Haydn
The “London” Symphonies Vol. I & II
Orchestra of the 18th Century; Frans Bruggen, direttore (Philips, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

top

Parole chiave:
Cristianesimo - Dolore - Morte - Musica - Sofferenza

Stampa

© 2015 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio