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30/10/2018

La musica che dà una dimensione umana all'inumano (John Williams, Theme for the Schindler's List)




John Williams
Theme for the Schindler’s List
Renaud Capuçon, violino; Brussels Philharmonic; Stéphane Denève, direttore


Chissà se Brahms, che abbiamo lasciato la scorsa puntata sulle note della Sonata per violino Op. 100, avrebbe apprezzato le nuove trascrizioni orchestrali della Brussels Philharmonic, protagonista il violinista francese Renaud Capuçon in una sfolgorante carrellata di musiche scritte per il cinema. Apprezzato forse sì, visto che la pagina che abbiamo scelto questa settimana è assai vicina alla cifra stilistica del compositore tedesco per espressività dell’angoscia, della solitudine, del dolore. Invidiato di sicuro, per la squisita fattura nell’orchestrazione e, non meno importante, per l’inevitabile risvolto commerciale: anche i giganti del pentagramma devono sbarcare il lunario. D’altronde, è rimasto negli archivi un appunto del genio di Amburgo – quando era già celebre a Vienna per le sinfonie, i lieder e la cameristica – che riportò un giorno sul ventaglio di Adele Strauss, terza moglie di Johann Strauss figlio, quello del Bel Danubio blu per intenderci, le prime battute del celeberrimo valzer annotando: «Sfortunatamente non scritto da Johannes Brahms».
E dunque sta in questo incontro tra nobiltà compositiva e maestria melodica, tra colto e popolare, ma popolare nel senso di metà Ottocento – cioè spontaneo, spumeggiante, non cerebrale, seppure aristocraticamente viennese – il bel disco che vi consigliamo, appena uscito per l’etichetta Erato, storica casa discografica francese specializzata nella musica barocca, il cui catalogo continua a essere ristampato dalla Warner Classics. Il violinista Renaud Capuçon incontra la Filarmonica di Bruxelles, diretta da Stéphane Denève, e ne nasce un album tributo alla settima arte, intitolato appunto “Cinema”. Da “Nuovo Cinema Paradiso” di Ennio Morricone a “La vita è bella” di Nicola Piovani, da “Schindler’s List” di John Williams ad “Amélie Poulain” di Yann Tiersen, da “Moon River” di Johnny Mercer ed Henry Mancini al “Tema del Padrino” di Nino Rota. Le emozioni che si susseguono nella tracklist sono fra le più celebri e indimenticabili nella storia delle colonne sonore.
La traccia che abbiamo scelto per voi, disponibile su YouTube in un video della sessione di registrazione, è il vertice della sofferenza umana tradotto in musica per il grande schermo. Si tratta del tema introduttivo di Schindler’s List, film capolavoro di Steven Spielberg, girato nel 1993, la cui colonna sonora è stata affidata al compositore statunitense John Williams, 86 anni, e per la prima incisione di allora al violino di Itzhak Perlman. Un film premiato con cinque Oscar, tra cui proprio la colonna sonora, con la motivazione di «saper conferire una dimensione umana all’inumano». E all’ultimo movimento della Sonata brahmsiana per violino e pianoforte che abbiamo proposto di recente, l’Allegretto grazioso quasi Andante, sembra collegarsi idealmente, e anche armonicamente, questo nostro nuovo ascolto, perché l’arrangiamento di Capuçon per la Brussels Orchestra inizia proprio dalla tessitura più grave del violino per introdurre, grazie alla parte più brunita della sua estensione, il mesto canto immaginato da John Williams per il Tema di Schindler’s List.
Si tratta di una musica essenziale e profonda. In sintonia con le immagini di Spielberg, il compositore si avvicina lentamente agli orrori mostrati sul grande schermo, con una dignità e una bellezza che commuovono a ogni modulazione armonica. La musica d’apertura, il Theme for Schindler’s List, è l’anima dell’intera opera. Nonostante l’apparente semplicità, apollinea, quasi mozartiana, la traccia racchiude in sé l’ambizione di Williams di creare una composizione sinfonica. Gli assoli violinistici scivolano con lentezza meditativa attraverso il discorso musicale corale, rievocando il dolore e il tormento vissuto dagli Ebrei durante le persecuzioni.
Questa è una nuova orchestrazione, molto suggestiva e ancora più “colta”, nel senso che ne viene fuori una partitura orchestrale di ampie proporzioni, capace di stare al passo di tanti lavori romantici e tardo romantici. Colpisce sempre, dopo innumerevoli ascolti, la maestria di John Williams nel rendere la tristezza infinita dell’Olocausto, la sofferenza patita dal popolo ebraico. E in questo caso il compositore – che ha firmato con il suo mondo di suoni altre pellicole dominate dall’efficacia della musica (Lo squalo, E.T., Jurassic park, Guerre stellari) – si è davvero superato perché non c’è differenza alcuna tra questa pagina che ricorda l’impresa di Oscar Schindler e le tante partiture a programma composte nella seconda metà dell’Ottocento, come i Poemi sinfonici.
Ma tutte queste registrazioni sono magnifiche. Prendono spunto dalla musica da film e sono invenzioni di compositori che hanno saputo lasciare traccia di sé anche con la musica pura, come Ennio Morricone o Nino Rota, autore, per esempio, di bellissimi Preludi per pianoforte. Si tratta qui di un’operazione di “crossover”, ma se l’intento era avvicinare, attraverso le emozioni del grande schermo, più gente alla musica classica, dunque alla musica alta, colta, nobile, allora l’operazione è perfettamente riuscita perché queste incisioni sono sontuose, l’orchestra di Bruxelles suona magnificamente, le armonizzazioni sono ricche nella strumentazione, nel timbro, anche ritmicamente contagiose, come nella colonna sonora de “La vita è bella”, scritta per Benigni da Nicola Piovani. E l’etichetta Erato si dimostra ancora una volta all’altezza del suo storico, anche raffinato, repertorio.
«La musica da film può essere sublime e ha attratto grandi compositori», ha detto Capuçon a proposito dell’album “Cinema”. Non tutti sanno, per esempio, che già Camille Saint-Saëns aveva scritto le musiche per il film “L’assassinat du Duc de Guise”, del 1908. E che a Maurice Ravel nel 1933 furono commissionate le note del “Don Chisciotte” di Georg Pabst. Oppure che è di Pietro Mascagni la “Rapsodia satanica”, per l’omonimo capolavoro del 1915. O di Ildebrando Pizzetti la “Sinfonia del fuoco” composta per Cabiria, il più famoso film italiano del cinema muto, prima pellicola della storia a essere proiettata alla Casa Bianca. Sceneggiatura di Gabriele D’Annunzio.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Cinema
Renaud Capuçon, violino
Brussels Philharmonic; Stéphane Denève, direttore (ERATO, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

2) John Williams
Schindler’s List
Itzhak Perlman, violino; John Williams, direttore (Jeffen Records, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

3) Johannes Brahms
The Violin Sonatas
Josef Suk, violino; Julius Katchen, pianoforte (Decca, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

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Parole chiave:
Cinema - Guerra - Musica - Shoah

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