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05/05/2015

La fine drammatica di una passione disperata (Giacomo Puccini, Manon Lescaut)




Giacomo Puccini
Manon Lescaut
Duetto: “Vedi, son io che piango”
Renata Scotto, soprano; Placido Domingo, tenore
Metropolitan Opera Orchestra; James Levine, direttore


Dopo il meraviglioso Intermezzo sinfonico tra il secondo e terzo atto della “Manon Lescaut” di Giacomo Puccini, che abbiamo ascoltato la scorsa settimana, eccoci nel vivo dell’azione lirica del primo vero capolavoro del compositore lucchese, nel quarto e ultimo atto, quando il libretto si fa più drammatico e la storia volge alla sua conclusione tragica con la morte della protagonista, interpretata nel nostro video da Renata Scotto al fianco del tenore Placido Domingo, che ricopre il ruolo dello studente innamorato di Manon, Renato Des Grieux.
L’esordio di Manon Lescaut avvenne il 1º febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino, in un cartellone aperto dai Maestri Cantori di Norimberga di Richard Wagner e che prevedeva anche l’Aida di Giuseppe Verdi. La “prima” fu un successo clamoroso: in Manon Lescaut, infatti, il genio di Puccini esplose in tutta la sua forza. Come potete ascoltare da questo frammento di YouTube, l’invenzione melodica è davvero a getto continuo, con un sottofondo orchestrale in cui domina la spontaneità nel sorreggere le emozioni e le tensioni del libretto, e ampie sottolineature dinamiche e di fraseggio cantabile. «Esco ora dal Regio affollatissimo, elegante, caldo di entusiasmo, echeggiante degli applausi alla Manon Lescaut», scrisse la sera stessa il critico del Corriere della Sera. «L’opera ha sorpreso per il valore artistico, la potente concezione musicale, la teatralità. L’amore umano e insieme romantico del cavaliere Des Grieux per la soave e ingenuamente depravata Manon ha innalzato l’ingegno del Puccini alle fonti della più fresca ispirazione. Manon Lescaut è infatti un’opera di passione e di melodia, in cui ridono le grazie incipriate del Settecento e palpita il dramma eternamente umano della vita e della morte».
Ma perché “le grazie incipriate del Settecento”? E perché una Manon “ingenuamente depravata”? Per chi ancora non la conosce e non l’ha mai ascoltata, vediamo insieme, in sintesi, che cos’è Manon Lescaut. Il libretto, tratto dal romanzo dell’abate Antoine François Prévost, “Histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut”, del 1731, racconta la storia del Cavaliere Des Grieux e della sua amante Manon Lescaut. Des Grieux proviene da una famiglia nobile, ma rinuncia a tutta la ricchezza ereditaria fuggendo con Manon. Un testo ovviamente bandito in Francia per la sua licenziosità morale. Puccini se ne innamora, anche se il libretto che ne fu tratto risultò parecchio faticoso, frutto dei diversi apporti di ben sette autori fra cui lo stesso compositore, per cui si può dire che l'unico vero autore di Manon Lescaut sia stato proprio Puccini, che arrivò a sconvolgerne il piano drammaturgico.
Alla fine ne uscì un dramma lirico in quattro atti, la cui trama, in sintesi, è questa:
Atto primo: è sera. Sulla piazza di Amiens gli studenti della città corteggiano le fanciulle che passeggiano in cerca di compagnia. Tra gli studenti si distinguono Edmondo e l’amico Des Grieux: quest’ultimo è attratto da Manon Lescaut, una bellissima fanciulla che scende dalla diligenza con il fratello. Des Grieux avvicina per un attimo Manon: apprende che l'indomani, per volere paterno, sarà condotta in convento e, conquistato dalla sua bellezza, promette di opporsi a tale proposito. Ma anche il vecchio e ricco Geronte è invaghito di Manon e ha progettato di rapirla quella stessa sera. Informato da Edmondo, Des Grieux, approfittando della disattenzione di Lescaut, convince Manon a scappare con lui in carrozza verso Parigi. L’anziano possidente va su tutte le furie, ma Lescaut lo consola: conosce bene la sorella e sa che presto abbandonerà lo studente, preferendo le comodità e le ricchezze a una vita di stenti.
Atto secondo: a Parigi Manon, abbandonato il giovane e squattrinato Des Grieux, vive con Geronte, circondata dalle ricchezze. Tuttavia, il lusso non l’appaga. Non ha dimenticato l’amore dello studente e chiede al fratello se ha notizie di lui. Lescaut la informa che ha convinto Des Grieux a tentare la fortuna al gioco d’azzardo: con il denaro vinto potrà così tornare a vivere con lei. Dopo aver trascorso la mattinata, come di consueto, ascoltando madrigali e prendendo lezioni di ballo, Manon vede ricomparire all’improvviso Des Grieux. Il giovane rimprovera all’amante il tradimento, ma rimane ancora conquistato dal suo fascino: il loro abbraccio è interrotto dall’arrivo di Geronte che li coglie in flagrante e denuncia Manon alle autorità. Lescaut esorta gli amanti alla fuga, ma Manon si attarda a raccogliere oggetti di valore e gioielli da portare con sé: giungono le guardie che, sotto gli occhi compiaciuti di Geronte, arrestano la giovane, mentre il fratello trattiene il disperato Des Grieux.
Atto terzo: Manon è condotta al porto di Le Havre in attesa di essere deportata in America con altre donne. Grazie a una sentinella corrotta da Lescaut, Des Grieux informa l’amata del piano di fuga organizzato dal fratello; ma il tentativo non va a buon fine e Manon, assieme alle prostitute deportate, sfila verso la nave che la porterà oltre oceano. Dopo essersi inutilmente opposto alla partenza della donna, Des Grieux implora il comandante di potersi imbarcare con lei, in modo che i loro destini non siano separati. Il capitano si commuove e lo arruola come mozzo.
Atto quarto: Manon e Des Grieux sono fuggiti da New Orléans e vagano senza una meta. Esausta, Manon non riesce a proseguire. Mentre Des Grieux si allontana per cercare aiuto, la giovane ricorda con nostalgia il proprio passato e, subito dopo, muore tra le braccia dell’amante.
Nell’opera pucciniana, a differenza di quanto previsto nel testo letterario originale dell’abate Prevost, l’azione si svolge nella seconda metà del XVIII secolo, e la musica si accompagna a stilemi della musica del Settecento, il tutto riunito in una partitura di straripante ricchezza di temi che, come ha scritto Michele Gilardi, «è un flusso melodico incessante, fresco di ispirazione, capace di entusiasmare per una vicenda dove campeggia comunque l’amore assoluto, sempre superiore anche alle situazioni di pieno degrado morale». E dove la musica, dunque, riscatta la licenziosità di fondo della storia e proietta nei tempi moderni la relazione libera ma sinceramente vissuta tra i due amanti. Un lavoro ricco di un pathos che coinvolge lo spettatore grazie a una stretta corrispondenza tra dettagli musicali e azione scenica. Un’altra caratteristica di quest’opera è l’ampio ricorso al cosiddetto “leitmotiv” wagneriano, per cui alcune cellule melodiche tornano e ritornano in differenti momenti della partitura, come reminiscenze musicali, per dare unità tematica e riconoscibilità al materiale sonoro. La stessa cellula tematica, per esempio, che Puccini ha infuso nella melodia orchestrale dell’Intermezzo ritorna intonata – in questo stesso atto quarto – da Des Grieux nel passaggio «Vedi, son io che piango…», e poi dalla stessa Manon, «Sei tu, sei tu che piangi?…».
E’ appunto questo il passaggio che ci accompagna direttamente all’epilogo dell’opera: Manon e Des Grieux sono già nel deserto di New Orleans, vagano senza meta, stremati dalla fatica. Manon è stanca, cade al suolo, incapace di proseguire. Non c'è acqua. L'orizzonte non rivela ombra di vita e qui l’allestimento che proponiamo restituisce bene l’idea del buio che toglie ogni speranza.
Manon sta malissimo e Des Grieux sussurra:

Manon... senti, amor mio…
Non mi rispondi, amore?...

E qui comincia l’aria che abbiamo scelto per voi, dove la melodia di Puccini è subito generosa, a orchestra spiegata. L’interpretazione di Renata Scotto e di Placido Domingo è intensa, tra le migliori della discografia pucciniana:

Vedi, vedi, son io che piango…
io che imploro…
io che carezzo e bacio
i tuoi capelli d'oro!...
Ah! Manon! Manon, rispondi a me! Tace!...

Qui, dopo la prima invocazione (Ah Manon), ascoltate con quanta dolcezza orchestrale Puccini sottolinea il momento drammatico di una Manon ormai inerme...

(con disperazione)
Maledizione!
(toccandole la fronte)
Crudel febbre l'avvince…
Disperato mi vince
un senso di sventura,
un senso di tenebre e di paura!
(a Manon)
Rispondimi, amor mio!...
(con sconforto)
Tace! Manon!
(piangendo)
Non mi rispondi?

A questo punto Manon (che dà l’impressione di essere già morta) si alza all’improvviso, guarda Des Grieux, il quale si china e la solleva da terra, e parte la risposta del soprano con la stessa riconoscibile cellula melodica:

Sei tu che piangi?...
Sei tu che implori?...
I tuoi singulti ascolto,
e mi bagnano il volto
le tue lagrime ardenti.
O amore, aita! aita!
(dove aita! aita! è un’invocazione di soccorso che sta per aiuto! aiuto!)

Puccini comincia a caricare la tensione della scena con un’orchestrazione molto densa, ma già nel “Sei tu che implori?” la scioglie in un abbraccio melodico, e prosegue addensando l’armonia fino al momento in cui il tenore (O amore) e il soprano (Aita! Aita!) arrivano insieme al punto più alto di drammaticità, che ancora una volta si spegne nel “Sei tu che piangi” di italianissima bellezza melodica.

DES GRIEUX
O amore! O Manon!
Ah! Manon! amor mio!

MANON (straziante) La sete mi divora…

DES GRIEUX
(con forza e passione)
Tutto il mio sangue
per la tua vita!
(si guarda intorno smarrito, poi corre verso il fondo scrutando l'orizzonte lontano; sfiduciato ritorna verso Manon)
E nulla! nulla!
Arida landa…
non un filo d'acqua…
O immoto cielo! (imprecando)
O dio,
a cui fanciullo
anch'io levai la mia preghiera,
un soccorso... un soccorso!

MANON
Sì... un soccorso!...
Tu puoi salvarmi!...
Senti, qui poserò!
E tu scruta il mister dell'orizzonte,
e cerca, cerca, monte o casolar;
oltre ti spingi,
e con lieta favella lieta novella poi vieni a recar!...

A questo punto, alla fine dell’aria cantata nel video dal tenore e dal soprano, il libretto scrive: “Des Grieux adagia Manon sopra un rialzo di terreno, poi resta ancora irresoluto in preda a fiero contrasto ­indi s'allontana a poco a poco. Giunto nel fondo, rimane di nuovo perplesso e fissa Manon con occhi disperati, quindi, con improvvisa risoluzione, parte correndo; l'orizzonte si oscura; l'ambascia vince Manon; è stravolta, impaurita, accasciata”.
E qui comincia un’altra celeberrima aria del capolavoro di Puccini: “Sola… perduta e abbandonata”, che prelude direttamente alla morte di Manon. Come scrive lo stesso Giuseppe Adami (librettista delle ultime opere), «conviene ricordare che il musicista aveva ultimata in una notte una composizione intitolata “Crisantemi”, per la morte di Amedeo di Savoia. Ebbene, quella musica fu trasportata si può dire tale e quale nel doloroso epilogo di Manon».
In questa musica c’è vita, morte, dolore, disperazione, gelosia, sensualità. E nell'estenuante conclusione nel deserto nella Louisiana l’autore ribadisce il tema centrale dell'opera: l'amore inteso come maledizione e come passione disperata. Ascoltando Renata Scotto e Placido Domingo lasciatevi conquistare dalla potente generosità melodica, sapendo che sin dall’inizio dell’opera, dalla piazza di Amiens, dove gli studenti corteggiano le fanciulle e l’atmosfera pulsa di giovinezza e spensieratezza, ritroverete un compositore capace di farvi innamorare con le sue melodie.
Otto giorni dopo la prima torinese di Manon, il Teatro alla Scala di Milano presentò al pubblico Falstaff, l’ultima opera di Verdi. E nella quasi concomitanza dei due eventi operistici molti studiosi intravedono una sorta di passaggio di testimone fra i due grandi dell’opera lirica italiana.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Giacomo Puccini
Manon Lescaut
Mirelli Freni, soprano; Luciano Pavarotti, tenore
Metropolitan Opera Orchestra; James Levine, direttore (Decca, disponibile anche su iTunes e Google Play Music)

2) Giacomo Puccini
Manon Lescaut
Maria Callas, soprano; Giuseppe Di Stefano, tenore
Orchestra del Teatro alla Scala; Tullio Serafin, direttore (Emi Classics, disponibile anche su iTunes e Google Play Music).

3) Giacomo Puccini
Crisantemi - Preludio sinfonico - Messa di Gloria
London Symphony Orchestra; Antonio Pappano, direttore (Emi Classics, anche su iTunes e su Google Play Music)

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Parole chiave:
Amore - Morte - Opera lirica / Melodramma / Teatro in musica

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