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10/11/2020

L’inquietudine di una serenata notturna (Franz Liszt, Ständchen, trascrizione per pianoforte da un lied di Schubert)


Proposte di ascolto di Pino Pignatta


Franz Liszt
Ständchen, trascrizione per pianoforte da un lied di Schubert
Khatia Buniatishvili, pianista


Teatri chiusi, sale da concerto ridotte ai minimi termini, spettacoli dal vivo in agonia e artisti, soprattutto quelli giovani o meno noti, in forte difficoltà a sopravvivere. La musica, in particolar modo quella colta, che ha da sempre un pubblico esiguo, sta pagando un prezzo altissimo al Covid-19. E allora ben venga l’appello del direttore d’orchestra Riccardo Muti che, facendo valere la propria celebrità, ha chiesto a gran voce, direttamente al Presidente del Consiglio, di non penalizzare ulteriormente i musicisti, e con motivazioni che hanno a che fare direttamente con il senso di queste nostre “Strategie”: «Chiudere le sale da concerto e i teatri è decisione grave. L’impoverimento della mente e dello spirito è pericoloso e nuoce anche alla salute del corpo. Definire, come ho ascoltato, “superflua” l’attività teatrale e musicale è espressione di ignoranza, incultura e mancanza di sensibilità… Le chiedo di ridare vita alle attività teatrali e musicali per quel bisogno di cibo spirituale senza il quale la società si abbrutisce....».
Dunque, secondo Muti, l’impoverimento della mente e dello spirito nuoce anche alla salute del corpo. Ogni due settimane ci impegniamo per offrire a voi un ascolto che sia un balsamo per lo spirito e per il corpo, perché la musica ha la potenza per fare questo. Allora, in questo momento di inquietudine, con nuove restrizioni e contagi in crescita, ecco la pianista georgiana Khatia Buniatishvili in un pezzo di repertorio, melodicamente intenso, che fu un cavallo di battaglia di Horowitz, del quale però non esistono documenti video. Si tratta della celeberrima trascrizione di Franz Liszt di un Lied di Franz Schubert, Ständchen, malinconica serenata notturna ambientata in un bosco, quarto di una serie di 14 Lieder che compongono il ciclo per voce e pianoforte “Schwanengesang”. Schubert sceglie un accompagnamento sommesso e vagamente sinistro, che ben rappresenta l’angoscia di questi momenti di coprifuoco, anche se quella dipinta dal cuore del compositore è l’inquietudine di una donna innamorata.
In realtà qui il protagonista è Franz Liszt, con la sua abilità nelle trascrizioni. Il compositore ungherese, per Schubert, ha fatto un’opera di diffusione commovente, perché occorre ricordare che Schubert è stato un musicista incompreso in vita, ed è morto senza sapere di essere quello che noi ora sappiamo che è, un genio. Franz Liszt era per Schubert ciò che, nella nostra epoca, Internet e la condivisione dei file sono per i cantanti attuali: un diffusore di novità, un mezzo che sparge la voce, crea consapevolezza e popolarità. Questo ha fatto Liszt a metà Ottocento per Schubert, che era morto nel 1828: spalancare le porte dei teatri a una musica come questa, che era rimasta sul pentagramma, e poteva essere diffusa solo suonando dal vivo, non c’erano radio, Tv, nulla.
Ed è così che, attraverso la melodia di Ständchen, noi conosciamo il Franz Liszt trascrittore, autore di parafrasi e reminiscenze, cioè l’amplificazione e rielaborazione di melodie preesistenti, vocali o strumentali, dove l’intervento di un compositore sul materiale originale raggiunge vette di trasformazione profonda, quasi una nuova opera. In questo caso la fonte della prima trascrizione, Ständchen (Serenade), risale agli ultimi mesi di vita di Schubert. Il testo descrive le suppliche di un’amante all’amato – una poesia di desiderio – e la melodia che ne deriva è una delle creazioni più famose del genio austriaco.
Nel diciannovesimo secolo Franz Liszt probabilmente fa più di ogni altro compositore per questo genere. Le sue trascrizioni e parafrasi hanno dato un contributo importante allo sviluppo della musica per pianoforte, con le loro sfide tecniche, la notazione innovativa e gli effetti pianistici e drammatici complessi. Era anche osannato, come concertista, nel momento in cui la produzione di massa di pianoforti faceva sì che lo strumento fosse presente in ogni ambiente domestico, e i musicisti dilettanti erano appassionati di un repertorio che poteva essere goduto a casa. Per esempio, le sue trascrizioni delle sinfonie di Beethoven consentirono al musicista di casa di godersi queste grandi opere in salotto. Attraverso brillanti trascrizioni per pianoforte Liszt promuoveva le opere dei colleghi.
Robert Schumann considerava le pagine di Liszt come opere “nuove”, tale era l’approccio scrupoloso del collega ungherese, particolarmente sensibile, grazie a uno spiccato talento, nel rielaborare le sonorità e, attraverso le potenzialità timbriche del pianoforte, nel trasferire meravigliosi suoni orchestrali nelle sue trascrizioni pianistiche. Per la prima volta, con lui, il pianoforte può essere utilizzato per riprodurre il suono di qualsiasi strumento: nelle sue trascrizioni delle opere per organo di Bach crea una profonda risonanza nel basso, simile al suono di un potente organo da chiesa.
Ma è nelle canzoni di Schubert che l’arte di Liszt raggiunge il culmine. Ha trascritto una sessantina di Lieder per pianoforte solo e ha contribuito a rendere popolari opere allora sconosciute. Non sono semplici “arrangiamenti”: molte consistono in due o tre accompagnamenti di pianoforte e un verso di melodia, o un raddoppio della linea melodica. Tale è l’abilità di Liszt che è in grado di presentare musica che è totalmente sua, ma conserva tutto il fascino lirico dell’originale.
Buon ascolto.

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Per approfondire l’ascolto

1) Franz Liszt
Horowitz at home
Piano Transcriptions after Schubert, Ständchen
Vladimir Horowitz, pianoforte (Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

2) Franz Liszt
Piano Concertos No. 1&2 – Les Préludes – Hungarian Rhapsody No. 2
Lazar Berman, pianoforte; Wiener Symphoniker e Filarmonica di Vienna; Carlo Maria Giulini e Giuseppe Sinopoli, direttori (Deutsche Grammophon, disponibile anche sugli store digitali)

3) Franz Liszt
Kissin plays Liszt
Piano Transcriptions after Schubert, Ständchen
Evgeni Kissin, pianoforte (Sony Music, disponibile anche sugli store digitali)

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Parole chiave:
Amore - Angoscia - Musica da camera - Strumenti musicali

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