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12/12/2017

Gioia e pienezza, non solo musicale (Johannes Brahms, Trio per pianoforte, violino e violoncello No. 2 Op. 87)




Johannes Brahms
Trio per pianoforte, violino e violoncello No. 2 Op. 87
Scherzo. Presto-Trio
Emanuel Ax, pianoforte; Leōnidas Kavakos, violino; Yo-Yo Ma, violoncello


Pausa cameristica fra le delizie degli slanci lirici brahmsiani prima della riflessione bachiana sul mistero della Natività che vi proporremo nei giorni di Natale, con una delle Cantate sacre scritte dal Kantor per la Thomaskirche di Lipsia. Pausa potremmo dire imperdibile dopo l’uscita discografica che vi proponiamo, grazie alla meraviglia dell’esecuzione e al video di altissima qualità rilasciato su YouTube, capace di farci entrare nel vivo dell’interpretazione, con “stacchi” ravvicinati sugli strumenti e una regia superba che spazia, visivamente e timbricamente, sulle emozioni dei tre interpreti. La musica è quella di Johannes Brahms, con il suo Trio No. 2 Op. 87 per pianoforte, violino e violoncello: il secondo dei Trii per pianoforte e archi, che arriva circa trent’anni dopo il fortunato esordio nella musica da camera ottenuto con il primo Trio, l’Op. 8, scritto nel 1853-54, nel periodo del soggiorno a Düsseldorf, e circa quattro anni prima del terzo, capolavoro assoluto, non solo per questo tipo di organico, rappresentato dall’Op. 101.
Primo e terzo Trio per pianoforte li avevamo già proposti nelle “Strategie per stare meglio”. Ora escono questo videoclip e il disco di riferimento nella lettura appassionante di Emanuel Ax al pianoforte, uno dei “leoni” brahmsiani, di Yo-Yo Ma al violoncello e del violinista greco Leōnidas Kavakos, uno dei più brillanti virtuosi in attività. E per chi come noi è cresciuto ascoltando per intere notti questi Trii nell’interpretazione del Beaux Arts, o dell’Istomin-Stern-Rose Trio, o ancora del Pablo Casals Consort, cioè dei giganti dell’interpretazione della metà del Novecento, questa novità discografica è una ventata d’aria fresca e la dimostrazione che nessuna incisione rimane “eterna” e che la musica, la quale necessita ogni volta dell’intermediazione per arrivare a noi dal pentagramma, può riservarci, a distanza di anni, nuove intense emozioni.
Basta osservare con quale gioia, serenità, felicità d’animo il violoncellista Yo-Yo Ma e il violinista Leōnidas Kavakos si guardano, si cercano, si ispirano a vicenda in questo terzo movimento del secondo Trio Op. 87, uno “Scherzo Presto”, leggero e misterioso, che inizia in modo energico, frizzante, come un sommesso parlottio, come una conversazione tra amici segnata da freschezza e allegria convinta e benefica, uno stare bene insieme, in pace, in serenità, per poi trascolorare nel “Poco meno presto”, di una bellezza che incide nel profondo, a partire dal minuto 1:32 del video: un tema lirico che muove dai registri più gravi del violino, punteggiato dal violoncello e sostenuto con ampiezza melodica dal pianoforte, in uno di quegli slanci malinconici e nostalgici del Brahms maturo e cameristico che ci fanno scordare la realtà e ogni nostra amarezza, ripreso dopo poche battute di pentagramma al minuto 1:58.
Emanuel Ax, Yo-Yo Ma e Leōnidas Kavakos suonano in modo fantastico, nella ricerca della profondità del messaggio brahmsiano, nell’inseguire le sue pungenti solitudini esistenziali, restituite a noi sotto forma di musica per confortare le nostre, e con una qualità strumentale e un’intesa che lasciano stupefatti nel confronto con i maestri del passato. E’ la loro prima registrazione insieme, portentosa, se è vero che Yo-Yo Ma coltiva ormai da anni sentieri etnomusicologici alternativi, lontani dal Brahms solitario “dei ghiacciai”, ed è bello ritrovarlo qui con una partitura sul leggio che impegna di nuovo il suo violoncello sulle strade della cameristica più pura.
«Musica davvero difficile da suonare bene», ha detto l’artista cinese naturalizzato statunitense, durante le fasi di registrazione per la Sony Classical con il vecchio amico Ax e con il nuovo collega Kavakos. «Un'esperienza straordinaria. Quello che mi ha colpito è che non c'è mai stato disaccordo. Non accade spesso con tre persone, che si conoscano o no». Conferma il greco Leōnidas Kavakos: «Sin dalla primissima nota ho avvertito una benedizione nel suonare con loro, un benessere individuale fortissimo. una pienezza, non solo musicale. La mia speranza è che gli ascoltatori si uniscano a noi per sperimentare tutto questo, in quello che è stato un viaggio anche umano assolutamente incredibile».
Emanuel Ax da anni affina la propria passione per la musica di Brahms e sui Trii per pianoforte: «Essere in grado di lavorare di nuovo su questi capolavori con i miei amici Leonida e Yo-Yo è un privilegio. La gloria di questi capolavori, anche per chi ascolta, anche per chi si siede, a casa con un disco, o a un concerto, e gioisce di queste meravigliose frasi musicali, di queste malinconie che squarciano l’animo, è che nessuna performance può esaurire tutto in loro. C’è sempre una sorpresa, ogni volta che ci fermiamo e ne gustiamo l’incanto, grazie all'infinita profondità del genio di Brahms».
Anche se il Trio op. 87 non ha riscosso subito larghi favori come il Trio op. 101 (vi invitiamo a riascoltare la forza magica dell’Allegro energico iniziale che vi abbiamo proposto nel 2013, nell’interpretazione di Elena Bashkirova al pianoforte, di Maxim Vengerov al violino e di Boris Pergamenschikow al violoncello). In realtà il secondo dei Trii per pianoforte brahmsiani è solo più “timido”, come il suo autore, meno pronto a concedersi immediatamente. Ascoltandolo nella sua interezza scoprirete invece che già l’Allegro iniziale, secondo molti studiosi di tempra beethoveniana, vi accoglie con un tema vigoroso ed energico, di meravigliosa carezza cameristica, che si palesa a poco a poco, dopo qualche ascolto, dolce e cantabile. Splendido esempio della maestria compositiva di Brahms, di ricerca di rigore nella forma, capace di far germogliare scarni frammenti tematici in densità musicali bellissime. Forse il Brahms più vero, quello intimo, solitario, sofferente di solitudine esistenziale, il più prossimo alle nostre amarezze.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Johannes Brahms
The Piano Trios
Emanuel Ax, pianoforte; Leōnidas Kavakos, violino; Yo-Yo Ma, violoncello (Sony Classical, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

2) Brahms – Schubert – Mendelssohn
The Istomin-Stern-Rose Trio Recordings (Sony Classical, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) Johannes Brahms
The Piano Trios
Beaux Arts Trio (Universan International Music, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

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Parole chiave:
Malinconia - Musica da camera - Nostalgia - Pace - Serenità - Strumenti musicali

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