Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

20/08/2019

Fra tristezza, angoscia e serenità (Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto per pianoforte e orchestra No. 21 KV 467)




Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto per pianoforte e orchestra No. 21 KV 467
Maria João Pires, pianoforte; Kammerorchester Des Fernsehens DRS; Matthias Bamert, direttore


Ritorniamo subito a Mozart, dopo la parentesi beethoveniana, con un lavoro che è strettamente legato all’Amadeus del “Serraglio” che abbiano ascoltato di recente, e con una pianista, la portoghese Maria João Pires, meravigliosa per musicalità, luminosità, serenità, mai teatrale, mai istrionica, sempre essenziale nel porgere la musica e nel conquistare l’attenzione del pubblico. Ha scritto di lei la rivista “Gramophone”: «Un’artista del tutto aliena da ogni forma di narcisismo, tra i maggiori maestri dei nostri tempi».
L’ascolto che vi proponiamo questa settimana è il Concerto per pianoforte e orchestra No. 21 K 467, celeberrimo soprattutto per il secondo movimento, Andante, in assoluto uno dei tempi lenti più “alti” scritti dal compositore salisburghese. Fa parte di un gruppo di 14 Concerti per pianoforte, composti tra il 1783 e il 1787, un periodo felice per Mozart, di “libertà” piena nella Vienna imperiale di Giuseppe II che era già allora capitale di forti aperture culturali e artistiche. Abbiamo scritto libertà con le virgolette nel senso che Mozart effettivamente si liberava allora del legame troppo stretto con il potente cardinale Colloredo di Salisburgo, che gli garantiva sì uno stipendio sicuro, ma in cambio di limitazioni e “recinti” nelle scelte compositive. Il giovane Wolfgang decide (non senza l’opposizione del padre Leopold) di mettersi in proprio, cioè di essere un battitore libero nella Vienna dove già dominavano, per fare qualche esempio, le figure di Antonio Salieri o di Franz Joseph Haydn. Di fare cioè la vita del libero artista.
E questa scelta la compie proprio quando il suo nome inizia a circolare dopo il successo dell’opera “Il ratto del Serraglio”, di cui abbiamo ascoltato poche settimane fa l’Ouverture. Insomma, Mozart sta diventando un compositore alla moda, che inizia a frequentare gli ambienti di corte. E’ in questo preciso periodo, siamo all’inizio del 1781, che il genio salisburghese decide di provare a fare da sé per aumentare fama, entrate e benessere. E così pensa a un ciclo di 14 Concerti per pianoforte da tenere anche in pubblico, nelle piazze, nei giardini, le cosiddette “Accademie”, per cui Mozart compone la musica ed è lui stesso ad organizzare il tutto, a proprie spese, e a eseguirla per sottoscrizione, cioè chiedendo di aderire ad abbonamento per assistere all’esibizione.
E’ Mozart che descrive il successo in quegli anni in una lettera al padre: «Eccovi l’elenco di tutti i miei abbonati. Io da solo ne ho circa trenta di più che Richter e Fischer insieme. Il primo concerto il 17 scorso è andato benissimo. La sala era piena zeppa e il nuovo concerto da me eseguito è piaciuto straordinariamente. Ovunque si sente lodare questa mia accademia». E in un’altra lettera di quegli anni annota: «Questi miei Concerti sono esattamente una via di mezzo tra il troppo difficile e il troppo facile; brillanti, gradevoli all’orecchio, naturali, senza cadere nel vuoto. Qua e là potranno soddisfare gli intenditori ma sempre in modo tale che anche gli incompetenti ne provino piacere senza sapere perché». E il padre Leopoldo, arrivato a Vienna da Salisburgo proprio in occasione della prima esecuzione di questo Concerto in do maggiore K 467, scrive alla figlia Nannerl, la sorella di Amadeus: «Tuo fratello ha incassato 559 fiorini e cioè assai di più di quanto immaginassimo poiché ha ancora 150 abbonati – ognuno dei quali paga una sterlina – per altri sei concerti alla Mehlgrube. Ha poi suonato moltissime altre volte in teatro per pura cortesia. Finissero soltanto questi concerti! Non posso descriverti le seccature, le agitazioni... ».
Ora, quando si parla di musica d’arte, dunque di musica che ha l’ambizione di non «cadere nel vuoto» come dice Mozart, di non essere un’emozione commerciale passeggera, «piacere senza sapere perché» non è un risultato banale e scontato, non è una frase priva di profondità, perché significa che quella musica, nonostante strutture armoniche di grande raffinatezza, sa toccare chi ascolta, e le donne e gli uomini di ogni tempo percepiscono una semplicità, una forza positiva e benefica, che arrivano al cuore, sebbene dentro quelle note ci siano invece tanta sapienza compositiva, maestria e genio costruttivo.
E tutto questo è esaltato dall’arte di Maria João Pires, nata a Lisbona nel 1944, pianista mozartiana dalla fanciullezza, che a sette anni ha eseguito pubblicamente i Concerti per pianoforte di Mozart a Porto, praticamente una “accademia”, in un ideale parallelo di prodigio musicale con il creatore di quelle pagine. Come scrive il portale dedicato alla musica classica Idagio, «riesce a portare un’enorme varietà di intensità, colori e poesia nella musica – dalla trasparenza delicata ed eloquente in Mozart e Chopin alla forte passione e monumentalità in Beethoven e tenera, commovente intimità in Schubert». Ma sempre mettendosi dietro il compositore, mai davanti. Per sua stessa ammissione, la Pires non ha mai esibito le eccentricità del virtuoso da concerto, preferendo indossare abiti comodi e scarpe sensibili piuttosto che un abito da sera (il contrario di tante giovani pianiste di oggi). Ma soprattutto, ciò che ci sembra notevole nella Pires, osservandola con attenzione in tutti i video disponibili su YouTube, è la straordinaria capacità di “suonare” le pause, i silenzi. I compositori hanno sempre apprezzato il valore e anche il dramma dei silenzi, dai piccoli accenti agogici (pause appena percettibili prima dell’arrivo di un accordo) a intere misure di silenzio sul pentagramma, una sorta di sospensione delle emozioni, che ha il potere di conservare la memoria di ciò che è stato ascoltato prima e creare un senso di anticipazione di ciò che verrà. I silenzi creano tensione, oppure rilassano dalla tensione: «La pausa fra le note – ah, ecco dove risiede l’arte», diceva il pianista tedesco Artur Schnabel.
Oggi Maria João Pires ha 75 anni. In questo video in bianco e nero che vi proponiamo ne ha 41 ed esegue il Concerto per pianoforte No. 21 K 467 nel 1985, esattamente 200 anni dopo l’Accademia di Mozart a Vienna, nel 1785. Un video scarno, uno dei primi film musicali degli anni Ottanta, ma già all’avanguardia per la regia che inquadra le entrate dei vari musicisti seguendo l’attacco in partitura. Notate soprattutto la semplicità della Pires, che è una di noi, capace di prenderci per mano e di portarci verso Mozart, e che nel secondo movimento commuove per come legge questo «spazio di alta poesia, una cantilena del pianoforte preceduta da un preludio dei “tutti”, nel quale sembrano addensarsi e risolversi uno nell’altro numerosi stati d’animo ora tristi, ora angosciati, ora sereni. Ma i temi si distinguono appena; quasi si trattasse di un fiume sonoro lento e costante» (Accademia di Santa Cecilia).
Buon ascolto.

top

Per approfondire l'ascolto

1) Wolfgang Amadeus Mozart
The complete piano concertos
Murray Perahia, pianoforte; English Chamber Orchestra (Sony Bmg Music, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

2) Wolfgang Amadeus Mozart
Piano Concerto No. 23 K 488 & Piano Sonata K 333
Vladimir Horowitz, pianoforte; Orchestra del Teatro alla Scala; Carlo Maria Giulini, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

3) Mozart & Brahms
Clarinet Quintets
David Shifrin, clarinetto; Emerson String Quartet (Deutsche Grammophon, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

top

Parole chiave:
Angoscia - Interpretazione musicale - Musica - Serenità - Tristezza

Stampa

© 2019 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio