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14/05/2019

Dal Rinascimento la dolcezza di una pavana (William Byrd, The Earl of Salisbury Pavan)




William Byrd
The Earl of Salisbury Pavan
Aapo Häkkinen, virginale


Dalle atmosfere tardo-romantiche, spruzzate di melodie russe, ecco un salto indietro nel tempo di almeno trecento anni. Tanti ne passano dalla Sonata per violoncello di Sergej Rachmaninov che abbiamo ascoltato nella nostra ultima puntata, scritta nel 1901, a questa meraviglia di intarsio clavicembalistico, la pavana “The earl of Salisbury”, nata intorno al 1600 dalla fantasia del sommo compositore inglese William Byrd (1543-1623). Per la Sonata di Rachmaninov avevamo parlato di “meditazione”, concetto ovviamente moderno nella storia della musica, legato all’atto del comporre come pura ispirazione, espressione, attraverso le note, del mondo interiore dell’artista. William Byrd era un clavicembalista e organista attivo nel periodo del Rinascimento inglese, prima alla corte di Maria Tudor e poi di Elisabetta I. Dunque, un artista ancora legato al servizio di una Corona, maestro di cappella, intrattenitore di corti, compositore su commissione, cerimoniere musicale di sposalizi, banchetti, incoronazioni, funerali. Tuttavia, la dolcezza di questa pavana, l’intreccio carezzevole delle sue voci, ci dona un’uguale impressione meditativa, di raccoglimento, ed è giunta sino a noi con quella purezza di suono e freschezza melodica che ci incantano ancora, complice il timbro di uno strumento, il clavicembalo, ormai così distante dall’universo strumentale contemporaneo.
Il direttore ungherese Iván Fischer, fondatore del Festival di Budapest, ha affermato: «Se sei stressato, allora stai facendo qualcosa di sbagliato». La musica, nella sua valenza terapeutica, può essere efficace nell’aiutarci a ripristinare il giusto equilibrio vitale, proprio come una meditazione, o una sessione di yoga. A volte le circostanze ci piegano, certe notizie sulla salute ci addolorano, ed è difficile ottenere una vera pace interiore. Un mix di musica d’arte ci può soccorrere. Per esempio, esiste un album digitale, disponibile sul portale web Idagio, specializzato nella classica, che mette insieme quanto di più contemplativo abbia prodotto nei secoli la fantasia compositiva: la Sonata Patetica di Beethoven, l’Air dalla terza Ouverture di Bach, la Suite bergamasque di Debussy, il Concerto per clarinetto di Mozart, le Antiche arie e danze per liuto di Respighi, solo per citarne alcune. E anche questa musica di Byrd, classificabile come “antica”, ci accompagna, attraverso il Rinascimento strumentale inglese, in un viaggio per ritrovare un’igiene mentale, che poi si concretizza in benessere.
William Byrd, che studiò musica con un altro grande compositore del Rinascimento, Thomas Tallis, avrebbe potuto scomparire o diventare insignificante nella storia della musica occidentale, se non fosse stato oggetto di un lavoro prezioso di riscoperta, musicologica ed esecutiva, da parte di artisti che hanno dedicato la vita a questi repertori e sonorità, come il britannico Davitt Moroney, tra i maggiori studiosi e interpreti della musica antica inglese e francese per il clavicembalo: o come i Tallis Scholars, ensemble vocale che esegue musica sacra a cappella; o i Fretwork, un altro ensemble musicale britannico specializzato in esecuzioni rinascimentali e barocche, spesso accompagnati dal soprano Emma Kirby; o ancora il Rose Consort of Viols, che studia in profondità la musica strumentale elisabettiana. Senza dimenticare il contributo che ha dato alla riscoperta di William Byrd il pianista canadese Glenn Gould, capace di incidere un disco di straordinaria suggestione rinascimentale, attraverso l’impiego del pianoforte ma con una tecnica timbrica che ricorda il clavicembalo.
In realtà, nel video che vi proponiamo, l’esecuzione del finlandese Aapo Häkkinen è su un virginale, un “Johannes Rucker” del 1604, esattamente il periodo in cui Willam Byrd suonava la sua “The Lord of Salisbury Pavan” alla corte di Elisabetta I d’Inghilterra. Siamo in un luogo suggestivo, Saluzzo, in provincia di Cuneo, nella città alta e antica. L’esecuzione della Pavana è stata ripresa nella Sacrestia della chiesa di Sant’Ignazio, ormai sconsacrata. The “Earl of Salisbury” è un brano scritto da Byrd in memoria di Robert Cecil, primo conte di Salisbury. L’originale era proprio per virginale, che nella definizione dell’Enciclopedia Treccani è «uno strumento musicale a tastiera e a corde pizzicate in forma di piccola spinetta, molto popolare in Inghilterra nell’epoca elisabettiana per la dolcezza del suono e la facilità dell’esecuzione; veniva appoggiato su un tavolo o tenuto in grembo dall’esecutore. Verso la fine del Cinquecento il nome passò a indicare i vari tipi di clavicembalo».
Oggi questa pavana è popolare anche fra i chitarristi classici, che la propongono stabilmente nei loro repertori, o trascritta per “consort” di strumenti antichi. Proviene da una collezione di opere per tastiera chiamata “Parthenia”. E’ la più nota delle pavane di Byrd, con una dignità, nobilissima, che non si perde neppure eseguita dai flauti. Sembra esserci qualche incertezza sulla derivazione della parola: “pavan” potrebbe essere una danza proveniente da Padova, o essere spagnola. Ed è unica perché le ripetizioni non hanno ornamenti aggiuntivi in partitura. Non è chiaro se questo sia intenzionale, per preservare l’elegante semplicità della melodia, o se il compositore abbia pensato di lasciar liberi gli esecutori del proprio tempo (e di tutte le epoche) di aggiungere ornamentazioni improvvisate.
Byrd è stato il primo grande genio nella storia della musica per tastiera: le sue creazioni avevano forza lirica, energia ritmica e finezza armonica. Lo potete apprezzare anche in questa pavana. Quello che più ci interessa annotare, respirando la melodia avvolgente di questo brano, è che Willam Byrd fu il primo musicista inglese a comprendere appieno l’importanza vitale della musica italiana. Spiega il clavicembalista Moroney: «Si rese conto che i venti del cambiamento che soffiavano attraverso le Alpi rappresentavano i semi di una nuova arte rispetto alle tecniche tradizionali inglesi». La dolcezza di queste note ci rende dunque più familiare il rinascimentale Byrd e lo avvicina a noi nel tempo e nel gusto.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) William Byrd
Pavan & Galliards
Davitt Moroney, clavicembalo (Harmonia Mundi)

2) Wiliam Byrd & Orlando Gibbons
Glenn Gould - The complete Columbia Album Collection
Glenn Gould, pianoforte (Sony, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) William Byrd
The Tallis Scholars sing William Byrd
Peter Phillips & The Tallis Scholars (Gimell, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

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Parole chiave:
Musica antica - Serenità - Strumenti musicali

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