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27/12/2016

Buon anno con le atmosfere tzigane (Pablo De Sarasate, Zigeunerweisen op. 20)




Pablo De Sarasate
Zigeunerweisen op. 20 per orchestra
Francesca Dego, violino, JuniOrchestra Santa Cecilia; Yoel Levi, direttore


I nostri migliori auguri per un 2017 carico di energia, forza di volontà, ritmo, e passione per la musica – arte che mette insieme tutte queste risorse fortemente terapeutiche per chiunque – ve li vogliamo fare ancora con il violino, per essere il più possibile allegri, spumeggianti e festosi, e con una giovane donna, una violinista di talento, Francesca Dego, 27 anni, nata a Lecco, artista che tutto il mondo ci invidia per la tecnica magistrale e l’espressività, e per un formidabile duo formato con la pianista Francesca Leonardi: ogni loro esibizione che trovate su YouTube e sui dischi (hanno appena concluso per l’etichetta tedesca Deutsche Grammophon la registrazione delle Sonate beethoveniane di cui abbiamo parlato la scorsa puntata) è un balsamo per questi giorni di festa.
Bravissima, bellissima, la Dego è allieva di Salvatore Accardo, che ancora oggi, nonostante un’attività frenetica in giro per il mondo, 80 concerti l’anno, considera suo maestro e consulta per una lezione ogni volta che ha un dubbio, una difficoltà. E per capire chi state ascoltando, pensate che a 7 anni ha debuttato in California come solista in un Concerto di Bach, e a 17 anni era già in tournée in Sud America con l’immenso Bruno Giuranna, violista, uno dei più grandi musicisti italiani viventi. E che da ragazza, era già richiesta a livello internazionale, ha conosciuto da vicino il trauma, la paura e il dolore della guerra: era a Nord di Tel Aviv a provare la Sinfonia Concertante di Mozart con Shlomo Mintz, quando suonò la sirena dell’allarme antimissili, a causa dei razzi degli Hezbollah che arrivavano dal confine con il Libano.
Qui ascoltiamo Francesca in una prova di bravura tecnica, virtuosistica, sposata però a una lettura intensa di un capolavoro, la Zigeunerweisen op. 20 per orchestra di Pablo De Sarasate, che era un violinista virtuoso e protagonista di una carriera folgorante come lei, capace di articolare nelle sue composizioni tutte le possibili potenzialità strumentali del violino. Per valutare questa interpretazione della Dego trovate su YouTube tante altre esecuzioni, a partire da un grandissimo come Itzhak Perlman, che però non risultano così poetiche, così ricche di sfumature agogiche e dinamiche, così precise nel virtuosismo tecnico sulle quattro corde del violino: nel caso di Francesca, un prezioso strumento, un “Ruggeri” del 1694.
Perché la Zigeunerweisen op. 20, che in pratica è un’Aria tzigana nell’impostazione melodica e nell’atmosfera tratteggiata dal dialogo tra violino e orchestra, è un pezzo brillante, pieno di vitalità e calore, perfetto per festeggiare un Capodanno in musica, ascoltando qualcosa di più strutturato dei pur meravigliosi valzer viennesi della famiglia Strauss. Secondo gli storici, l'ispirazione venne a De Sarasate durante una visita a Budapest, nella primavera del 1877, dove incontrò Liszt, e dove ascoltò le musiche e le danze eseguite dai complessi gitani che popolavano le strade e i locali della capitale ungherese. Lo dimostrerebbe il tipico inizio lento e poi, via via, un’atmosfera sempre più concitata, impreziosita dalla presenza di temi popolari magiari, sottoposti, come nella tradizione ungherese, a un’elaborazione con abbellimenti, cadenze, arpeggi. E’ sicuramente tra le composizioni più celebri e ispirate di Pablo De Sarasate, che in Francia, da spagnolo di Pamplona quale lui era, ebbe anche il vanto di ricevere la Legion d’Onore: divertentissime, e maestose, anche l’orchestrale Fantasia dall'opera Carmen op. 25 e la Fantasia sul Don Giovanni per violino e pianoforte, che bene illustrano la capacità dell’autore di conquistarci con le sue parafrasi di opere immortali.
La “Zigeunerweisen”, conosciuta anche come Fantasia sui temi gitani, fu composta inizialmente, nel 1878, per violino e pianoforte. Più tardi, forse dopo aver valutato che la versione cameristica non riusciva a trasmettere quell’energia perentoria, sfarzosa, che l’autore aveva in mente, fu orchestrata da Sarasate stesso. Abbiamo una pagina in cui il compositore spagnolo dà sfoggio di una tecnica funambolica, ma nella quale non rinuncia a passaggi di intensa dolcezza, che da un virtuosismo fine a se stesso avrebbero potuto essere spazzati via, e invece trovano forma e sostanza in una musica che fa la differenza tra gli esecutori: se vuoi solo stupire, e non esprimi la parte interiore, non ascolti il vero De Sarasate, che invece è ben ritagliato nell’esecuzione di Francesca Dego, a partire dal suo ingresso solistico nella frase melodica che riprende l’apertura dell’orchestra, in una deliziosa (anche per la qualità del suono) sottolineatura romantica.
Buon ascolto. E tanti auguri!

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Per approfondire l'ascolto

1) Pablo De Sarasate  
Zigeunerweisen, Op.20
The Best Of Joshua Bell
Joshua Bell, violino (Decca, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

2) Pablo De Sarasate  
Sarasate
Julia Fischer, violino (Decca, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

3) Ludwig Van Beethoven
Violin Sonatas
Francesca Dego, violino: Francesca Leonardi, pianoforte; Cleveland Quartet (Deutsche Grammophon, disponibile anche su Apple Music e Google Play)

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Parole chiave:
Energia vitale - Musica - Strumenti musicali

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