Fondazione Alessandra Graziottin onlus - per la cura del dolore nella donna Fondazione Alessandra Graziottin

Torna a Strategie per stare meglio

Condividi su
Stampa

04/05/2010

All'alba di noi stessi (Heitor Villa-Lobos, Aria: cantilena, Bachianas Brasileiras, n. 5)




Heitor Villa-Lobos
Aria: cantilena, Bachianas Brasileiras, n. 5
Amal Brahim Djelloul, soprano
Gautier Capuçon, violoncello
Orchestre Du Violon Sur Le Sable


Provate a cantare questa “Bachiana” per dimenticare il dolore. Non è facile: servono studio, arte e talento. Però provateci: se non con la voce, con il cuore. Lasciate che la sua bellezza vi accarezzi. Tentate voi stesse di inseguire la voce ambrata di questo soprano algerino, che dipinge terre lontane e selvagge. Prima con una “Cantilena” dolce e materna, sostenuta e ripresa dal violoncello. Poi con grumi sonori di forte impatto cromatico, grappoli di note aspre e primitive. Infine, ripetendo la stessa Aria, appena sussurrata, in sordina, con la voce che si spegne in gola e si fa pudore, omaggio a un mondo arcaico e lontano.
È il canto che diventa strumento di perfezione assoluta, materico, elemento da modellare, come il marmo dello scultore. E che può avere “vocazione” terapeutica per la capacità di raggiungere le profondità dell’anima, di diventare fonte di serenità e d’abbandono. Ci sono compositori che hanno plasmato le corde vocali per comunicare una poetica, per dare sostanza alle idee musicali e raccontare il loro mondo, i ritmi e le sonorità della loro terra d’origine. E hanno impiegato il canto con maggiore intensità e convinzione rispetto agli strumenti orchestrali classici, preferendolo ai colori e al timbro dei legni, dei fiati, o degli ottoni. Uno di questi è il brasiliano Heitor Villa-Lobos, conosciuto soprattutto dai chitarristi e dagli appassionati delle sei corde per gli Studi, i Preludi e i Choros; molto meno frequentato dal grande pubblico, anche quello più abituato alle sale da concerto.
Villa-Lobos non era certo Mozart o Beethoven. La sua musica, che appartiene al nazionalismo della tradizione latino-americana, non ha la profondità di Schubert, di Chopin o di Brahms. Meno ancora quella del grande Bach, anche se proprio per il Kantor Villa-Lobos nutriva un religioso rispetto. Le “Bachianas Brasileiras” sono appunto una delle sue creazioni più fortunate. Si chiamano così perché con queste pagine il musicista brasiliano ha tentato di fondere l’adorato contrappunto bachiano con le atmosfere armoniche e melodiche del Brasile Nord Occidentale. Sono nove composizioni, scritte per differenti formazioni orchestrali, tra il 1930 e il 1945, nelle quali Villa-Lobos ha fatto incontrare gli stilemi popolari della sua nazione con le “fughe” e lo stile di Bach. In particolare, la Bachiana Brasileira N. 5 è stata composta per soprano e otto violoncelli, e al pari di altre straordinarie invenzioni liriche per il canto – per esempio, il Vocalise di Sergej Rachmaninov – è stata interpretata dalle più celebri cantanti di ogni tempo, prima fra tutte Victoria De Los Angeles, nel 1956, diretta dallo stesso Heitor Villa-Lobos.
Ed è proprio il Maestro a spiegare il senso della sua musica, la vicinanza all’identità artistica del suo Paese che si ritrova in questa “Aria cantilena”, forse più nitidamente che nelle stesse pagine chitarristiche: «Io sogno di ritrovare un giorno l’ingenuità radicale dei selvaggi che popolano la mia terra. Idea sciocca? Assolutamente no. È quell’ingenuità che avvicina l’artista a Dio, facendolo tornare indietro agli albori della vita, alla scintilla della creazione. Ciò che rende così particolare la musica, è che essa è un’espressione naturale per il genere umano. È sicuramente scaturita dalla “pancia” dei trogloditi primitivi molto in anticipo rispetto alla parola e ai primi rudimentali discorsi. Ecco: per i miei cari Indiani brasiliani la musica è rimasta quasi identica, nella forma e nello spirito, a quella che fu all’alba dell’umanità e delle civiltà».
Ora, dopo quest’affermazione, riascoltate dall’inizio la Bachiana. Già il pizzicato dei violoncelli vi accompagna su un terreno ancestrale, dove la musica è essenziale, è quasi una “lallazione”, il balbettio di un bimbo di pochi mesi. Poi la Cantilena: senza parole, frasi, discorsi. Il canto che si fa vita e ha il profumo delle foreste di mangrovie, il colore del becco dei tucani, il sapore della manioca, il frastuono delle cascate amazzoniche.
Nella parte del “recitativo” centrale, accompagnato da un impasto sonoro più robusto dal punto di vista armonico, la Cantilena narra che, una sera, la luna è spuntata attraverso “una nuvola trasparente”, in un “paradiso riempito di tenerezza”, come una donna in adorazione di se stessa, mentre “gli uccelli tristi smettono di cantare e diventano silenziosi”, e la nostalgia, “che insieme piange e ride”, si risveglia.
E alla fine la stessa Aria diventa ancora più primaria e primordiale: il canto riprende a bocca chiusa, volutamente soffocato, quindi veramente “agli albori”, prima di ogni parola, di ogni comunicazione orale, di ogni minima capacità di espressione verbale. La musica che forse ha fatto da colonna sonora alla nascita dell’uomo. E che Villa-Lobos ci restituisce, per amore di Bach, elevandola alla dignità dell’arte e trasformandola, sul filo di un canto purissimo, in un simbolo delle nostre potenzialità di superare tensioni e sofferenze per tornare all’alba di noi stessi.

Buon ascolto.

top

Per approfondire l'ascolto

1) Heitor Villa Lobos
Bachianas Brasileiras
Avec Mady Mesplé, soprano
Orchestre de Paris, Direttore Paul Capolongo (Emi Music)

2) Heitor Villa Lobos
Bachianas Brasileiras
Victoria De Los Angeles, soprano
Orchestre national de la Radiodiffusion française, Direttore Heitor Villa-Lobos (Emi Music)

3) Heitor Villa Lobos
Bachianas Brasileiras
Fantasia per pianoforte e orchestra
Concerto per chitarra e piccola orchestra
Artisti vari (Emi Music, disponibile anche su iTunes)

top

Parole chiave:
Albori della vita - Bellezza - Culture - Emozioni - Musica - Serenità - Tempo

Stampa

© 2010 - Fondazione Alessandra Graziottin

FAIR USE: Il contenuto di questo lavoro è a libera disposizione per il download, la stampa e la lettura a titolo strettamente personale e senza scopo di lucro. Ogni citazione per finalità didattiche e/o scientifiche dovrà riportare il titolo del documento, il nome dell'autore (o degli autori), i dati del libro o della rivista da cui il lavoro è tratto, e l'indirizzo del sito (www.fondazionegraziottin.org).

ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

Torna a Strategie per stare meglio