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15/06/2010

Al confine con il nuovo secolo (Gustav Mahler, Klavierquartettsatz)




Gustav Mahler, Klavierquartettsatz (Quartetto per pianoforte, 1° movimento)
Quarto Quartet: Ivan Penchev, violin; Darina Vassileva, piano; Tatyana Todorova, viola; Stoyan Bozhkov, cello


Una meraviglia. Si potrebbe dire che poche pagine musicali siano più terapeutiche di questo frammento cameristico di Gustav Mahler, compositore nato nel cuore dell'Ottocento romantico e morto all’alba del nuovo secolo. Non perché questo brano sia stato espressamente concepito come un balsamo capace di guarire, con un intento di musica “a programma”, cioè con un fine descrittivo dichiarato dall'autore.
Nulla di tutto questo. È terapeutico semplicemente perché ha dentro la forza, l'ottimismo, la grinta dei 16 anni, tanti quanti ne aveva Mahler quando compose questo pezzo, come esercizio (sic!) per il suo insegnante di Conservatorio. E la potenza, a tratti infuocata e tenebrosa, che si percepisce in questo brano è appunto la forza dei 16 anni, quando tutto è possibile, il mondo è nostro e nulla può fermarci. Non va proprio così, lo sappiamo. Ma lo spirito di quella forza, la sua spregiudicatezza, possono forse aiutarci a guardare oggi con ottimismo ai giorni che ci sono e che verranno.
Ora concentriamoci su Mahler. Arriviamo dall'ascolto di Chopin, e queste nuove armonie potrebbero, all'orecchio di qualcuno, sembrare sfacciate e “disinvolte”. In parte lo erano, anticipavano i nuovi confini dell’arte nel primo Novecento. Gustav Mahler, di famiglia umile, figlio di un oste e nipote di una mendicante, nacque in un villaggio boemo, a Kalist, il 7 luglio 1860, e morì il 18 maggio 1911 a Vienna, al centro delle tensioni culturali e politiche europee. I biografi raccontano di un ragazzo dalla figura minuta, introversa, tendente alla malinconia. Il direttore d’orchestra Bruno Walter, uno dei più grandi interpreti di Mahler, così descrive il primo incontro con il compositore: «Dal profondo dei miei ricordi mi torna in mente l’immagine di Gustav, come appare a me diciottenne... Pallido, magro, piccolo di statura, il viso affilato, la fronte diritta, incorniciata da capelli nerissimi, gli occhi interessanti dietro gli occhiali, i segni del dolore e dello humor sul volto che, mentre parlava con qualcuno, mostrava sorprendenti mutamenti di espressione... E non saprei descrivere meglio l’effetto elettrizzante della personalità di Mahler, se non richiamandomi alla forza irresistibile con cui egli entrò nella vita di quel giovane musicista che ero io, e portò in breve tempo a una trasformazione totale dei miei sentimenti».
Per comprendere la musica di Mahler, proprio da questo Quartetto che è la sua prima vera composizione, bisogna considerare le date di nascita e di morte, perché in quel lasso di tempo cambiò completamente il mondo, e Mahler ne fu testimone. Il lavoro cameristico con pianoforte, scritto da Mahler verso il 1876, risale al periodo degli studi al Conservatorio della “Gesellschaft der Musikfreunde” di Vienna, sotto la guida, tra gli altri, del compositore Robert Fuchs per l’armonia. E uno dei dischi straordinari che vi consigliamo è appunto un Cd del 1985 (quasi introvabile, occorre cercarlo in negozi super specializzati) dove sono posti a confronto il maestro e l’allievo: il Quartetto per pianoforte, violino, viola e violoncello di Fuchs (in cinque movimenti) e appunto il Quartetto in la minore di Mahler nell’unico movimento esistente
All’inizio l’abbiamo definito “frammento”. In tedesco quest’opera è nota infatti come Klavierquartettsatz, dove Satz significa appunto “parte”, perché esiste soltanto questo movimento e 27 battute del successivo Scherzo. Mahler, appena sedicenne, lo scrisse alla fine del primo anno di conservatorio: a Vienna, per il saggio di composizione, era richiesto un tempo di quartetto e il giovane Gustav lo scrisse in una sola notte. Non lo completò e inoltre smise di comporre musica da camera per lasciare spazio alle sinfonie. Fu riscoperto casualmente a New York nel 1962. La prima esecuzione di questo lavoro è avvenuta proprio a Manhattan nel 1964, mentre la prima edizione è stata pubblicata nel 1973.
È, in sostanza, un primo tempo di Quartetto che porta l'indicazione Nicht zu schnell - Entschlossen (Non troppo svelto - Deciso). A parte le prime battute, di una cantabilità quasi tragica, forse presagio di una vita tormentata dalla fatica di vivere – un primo tema che è stato definito “cupo e pieno di sinistri presagi”, premonitore delle sonorità dei lieder e delle sinfonie successive – il pezzo è luminoso e ricco di sfumature molodiche alle quali è difficile resistere per la bellezza del fraseggio e degli incroci contrappuntistici, dove il peso dei quattro strumenti – violino, viola, violoncello e pianoforte – è pressoché identico, senza protagonismi, con un tessuto musical-armonico costruito su un’idea semplice, essenziale, amabilmente ripetitiva, forse quella fresca di un sedicenne, con spazi a quel contenuto passionale che è il cuore della musica da camera più autentica. Una tensione romantica che sarà presto abbandonata per la scelta di dedicarsi alla composizione sinfonica.
Nel brano il giovane Mahler ha volutamente inserito richiami a Schubert, Schumann e a Brahms, nell'invenzione melodica e lirica. Tuttavia, è qui sta la difficoltà di ascolto in alcuni passaggi, già si ascoltano concetti musicali che anticipano lavori futuri, con grumi di note non “risolti” nella grammatica dell’armonia, che annunciano la rivoluzione musicale d’inizio Novecento. Insomma, la struttura richiama i modelli ottocenteschi, ma prefigura interessanti novità: il tema dominante è quasi elementare, però sorretto da frequenti armonie sospese, spesso inconsuete per l’epoca: siamo pur sempre nel 1876, Brahms ha 43 anni ed è nel pieno della sua “forma come disciplina”. Anche se Debussy è praticamente contemporeneo di Mahler (morirà soltanto sette anni dopo) e infatti in questo Quartetto già vive il senso dell'angoscia espressionista, non solo in senso musicale. Secondo il critico Quirino Principe, il maggior studioso italiano del compositore boemo, il linguaggio musicale di Mahler, arte splendida e complicata, è un profetico testimone delle nostre catastrofi (di lì a poco scoppierà nel cuore dell’Europa la prima guerra mondiale). Si muove «là dove c’è il confine con il paesaggio freudiano e con la desolazione kafkiana, con il dominio dell'espressionismo, le avanguardie della pittura e dell'architettura, ma anche con Poe e Hawthorne, e la letteratura dell’orrore puro».
Di recente, questa meraviglia del Quartetto per pianoforte è tornata alla ribalta come colonna sonora del thriller Shutter Island, ultimo lavoro di Martin Scorsese, interpretato da Leonardo Di Caprio. E su Internet non si contano le persone che sono state letteralmente folgorate da questo brano, che forse nobilita il film di là delle sue reali qualità cinematografiche, e siamo sicuri emozionerà anche voi al primo impatto. E non è la prima volta che accade: Mahler è già tornato a vivere al cinema grazie a Luchino Visconti, che scelse l’Adagietto della sua Sinfonia N. 5 per i suoi interminabili piani-sequenza nel film Morte a Venezia. E chissà che cosa direbbe il compositore di questa vivacità sul grande schermo, lui che appena poteva fuggiva nella casetta di Maiernigg appartata nel bosco sulla sponda orientale del lago Wörthersee, in Carinzia, dove si appartava d’estate dal 1900 al 1907, per comporre le sue opere, e dove ancora sono conservati alcuni ricordi del compositore, con un busto di bronzo. Se fate una vacanza in Austria, lasciate l’auto e arrampicatevi sul sentiero che porta al rifugio di Mahler. Magari con il KlaviequartettSatz nell’iPod. Sarà un’emozione per l’anima.
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Mahler: Klavierquartett - Fuchs: Klavierquartett
Klaus Schilde, pianoforte; Karsten Heymann, violino; Jean Rieber, viola; Ulrich Bode, violoncello
Dabringhaus Und Grimm - MD+GL 3165 - Digital Recording
 
2) Mahler: Klavierquartett - Fauré: Klavierquartett
Alvarez Klavierquartett
Prima La Musica (disponibile anche su iTunes)

3) Mahler: Klavierquartett - Frank: Klavierquartett
Idil Biret & London String Quartet
Idil Biret Archive (disponibile anche su iTunes)

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Parole chiave:
Fiducia - Giovinezza - Musica

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