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05/09/2017

Afflizione e conforto, in un vasto affresco sonoro (Anton Bruckner, dalla Sinfonia No. 4 "Romantica")




Anton Bruckner
Sinfonia No. 4 “Romantica”
Andante, quasi Allegretto
London Symphony Orchestra; François-Xavier Roth, direttore


E’ disponibile da un paio di settimane sulla piattaforma digitale dell’Apple Store, per i possessori di iPhone o iPad, una nuova “app” specializzata nella musica d’arte. Si chiama Idagio. Era già uscita nel 2015 come sito Internet, e ora, grazie ai dispositivi mobili, potete portare con voi circa 70.000 registrazioni di qualità (anche incisioni storiche) suddivise per compositori, esecutori, organico strumentale, nuove uscite, repertorio barocco, da camera, orchestra, concerto, opera, e tante sottocategorie dedicate ai principali strumenti solisti. C’è un “entry level” all’applicazione gratuito per tutti e poi una versione premium che costa 9,99 euro al mese. La stiamo provando, e ciò che ci ha più colpito è la funzionalità “Mood”, grazie alla quale, in ogni istante della giornata, ciascuno può scegliere la selezione di musiche più adatta all’umore di quel momento. Le sezioni in sequenza sono Peaceful, Relaxed, Gentle, Optimistic, Happy, Joyful, Radiant, Festive, Passionate, Powerful, Exciting, Nervous, Angry, Tragic, Sad e Melancholic.
Tutta musica classica, solo musica classica. L’ascoltatore più esperto, da più anni abituato alle frequentazioni discografiche e concertistiche, potrebbe avere qualche dubbio su alcuni collegamenti tra i repertori scelti e i vari stati d’animo, frutto dell’algoritmo che sta alla base di Idagio. Tuttavia, nel mood “Sad”, orientato alla tristezza, ma anche in quelli affini “Tragic” e “Melancholic”, le track list proposte in questi giorni danno una robusta idea di tutto ciò che la storia della musica colta ha prodotto nei secoli intorno ai sentimenti di affanno, afflizione, depressione, infelicità, malumore, malinconia e mestizia che i compositori hanno vissuto e trasmesso sul pentagramma.
E così, per fare un esempio, abbiamo riascoltato con interesse una delle pagine più belle ed eseguite del compositore austriaco Anton Bruckner, la Sinfonia No. 4 “Romantica”, in particolare il secondo movimento: Andante, quasi allegretto.
E’ un vero piacere di ascolto sinfonico. Il tempo è lento, a tratti dolente, segnato da improvvise colorazioni timbriche dei corni, delle trombe, dei timpani, come d’altronde in tutto il grande sinfonismo post-romantico tedesco, inframezzato da improvvise accelerazioni della massa orchestrale che abbracciano di suoni. Una pagina capace di creare uno spazio di lentezza interiore, di meditazione. Un impasto seducente di sonorità, di arditezze armoniche che conquistano, accendono i sensi e lasciano il tempo di vagare tra infiniti pianissimi e crescendo orchestrali che avvolgono e diventano un rifugio sicuro per dimenticare – nel tempo di una sinfonia – ansie e inquietudini.
Quello che ha scritto il compositore Giacomo Manzoni a proposito del secondo movimento della Settima Sinfonia di Bruckner, già proposta qui qualche tempo fa, vale anche per questo secondo movimento della Quarta Sinfonia, ugualmente ricca di venature melodiche e di momenti di dolce cantabilità, come potete personalmente provare ascoltando il tema principale, bellissimo, che si staglia all’inizio di questo Andante: «Nelle sue partiture sinfoniche il tempo a volte sembra arrestarsi nella contemplazione, come se volesse tornare all’armonia della natura, all’infinita armonia dell’universo: primo e secondo tema, esposizione e sviluppo, tutto si fonde in un vasto affresco sonoro, dove non c’è più lotta ma solo adorazione e fede, olocausto di gioie e di dolore umani all’Ente supremo».
Questi chiaroscuri orchestrali così vividi, costruiti sull’alternarsi di momenti di convinta apertura e ottimismo, di pienezza della gioia melodica, con pause orchestrali di ripiegamento e di impenetrabile tristezza, come una persona appesantita dall’affanno e dallo sconforto che si rifugia in una “preghiera musicale”, sono certo la visione di un uomo credente. Bruckner era un fervente cattolico, a differenza di Brahms, suo contemporaneo, che rimase sempre protestante. Il compositore austriaco, in questo senso vicino all’esperienza umana di Bach, era un uomo con un pensiero personale, e di conseguenza musicale, costantemente rivolto a Dio. Un mistico, un contemplativo, attratto dalla riflessione spirituale, e questo ovviamente, per chi volesse approfondire, si riversa in tutta la sua produzione spirituale, fatta di un Requiem, di un Te Deum, e di pagine corali imperdibili. Insomma, la musica sacra di Bruckner è davvero bellissima.
Ma questo Andante quasi Allegretto, che vi proponiamo in un bel video della London Symphony Orchestra, è anche il frutto della sensibilità musicale di un uomo provato, che solo nell’ultima parte della vita assapora la tranquillità economica, dopo la pubblicazione di questa Quarta Sinfonia e soprattutto dopo la Settima, così di successo da consolidare in maniera definitiva la sua fama, quando però il compositore era già più che sessantenne. Ma a metà degli anni Settanta dell’Ottocento Bruckner è a Vienna (la Quarta Sinfonia è del 1874), ancora in gravi difficoltà economiche. Scrive in una lettera: «Non ho più che il Conservatorio, di cui non si può vivere. In settembre, e ancora dopo, ho dovuto farmi prestare il denaro e andrei volentieri all’estero se mi si offrisse un’occasione che mi consenta di vivere. Ma dove? Questa è la mia situazione».
La sinfonia ha il sottotitolo di “Romantica”, suggerito da uno dei revisori di Bruckner, che il compositore accetta volentieri. Romantica in quanto tutta la sinfonia è sostenuta da un’intenzione programmatica ispirata alla natura, confermata dall’autore in una lettera che parla di «una città medievale, guerrieri che escono a cavallo, l’ombra della foresta che li avvolge». Quindi nel primo tempo della sinfonia, Allegro molto moderato, tra la solita potenza orchestrale alternata a teneri cantabili, dominano visioni naturalistiche di boschi e cavalieri erranti. Figurazione che si accentua nel terzo movimento, uno Scherzo, con richiami di caccia dei corni in un’ambientazione “pastorale”.
Il romanticismo del secondo movimento, oggetto del nostro ascolto, è segnato più dal colore strumentale, velato di malinconia, ma pur sempre capace di improvvisi fuochi d’artificio sonori, dove spesso gli ottoni – trombe, tromboni, corni – hanno un ruolo di primo piano. Ne emerge una sensazione di solitudine che in queste distese a perdita d’occhio di paesaggi orchestrali così bene si sovrappone, empaticamente, ai lunghi spazi di solitudine e disagio che sperimentiamo nelle nostre vite. Ancora una volta il disegno generale di questa pagina bruckneriana oscilla dalle suggestioni crepuscolari alla vivacità del colore orchestrale, in un’alternanza, come scrive il musicologo Sergio Martinotti, di «afflizione e conforto».
Buon ascolto.

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Per approfondire l'ascolto

1) Anton Bruckner
Symphony No. 4 “Romantic”
Wiener Philharmoniker; Claudio Abbado, direttore (Deutsche Grammophon, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

2) Anton Bruckner
Symphony No. 7
Radio-Symphonie-Orchester Berlin; Riccardo Chailly, direttore (Decca, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

3) Anton Bruckner & Johannes Brahms
Motets
Ensemble Tenebrae; Nigel Short, direttore (Signum Records, disponibile anche su Apple Music e Google Play Music)

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Parole chiave:
Consolazione - Internet, media e social media - Malinconia - Musica - Serenità - Solitudine - Strumenti musicali - Tristezza

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