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30/10/2012

A modo mio, nonostante tutto (F. Sinatra, My way)




Frank Sinatra (C. François, J. Revaux, P. Anka)
My way
Johan Strauss Orchestra; André Rieu, direttore


Dedicata…

… a tutte le donne – e agli uomini che le amano – che con coraggio vivono la vita, la malattia e il dolore “their way”;
… a tutti coloro che in tempi difficili, in cui si è ancora più tentati dal conformismo, dalla depressione, dalla perdita di fiducia nel futuro, hanno il coraggio di vivere la vita con pienezza, con senso di responsabilità, con fatica, ma anche con la gioia di essere profondamente vivi, fuori dagli schemi di un mondo corrotto, alla ricerca di un senso vero di cui meriti credere.


Alessandra Graziottin

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«Tanti anni fa un emigrato italiano arrivò negli Stati Uniti, con la moglie, per iniziare una nuova vita. Dopo tre anni nacque un figlio, che divenne il più grande cantante americano di tutti i tempi. Lo ammiro profondamente, anche la mia orchestra lo adora, e tutti i cittadini del mio Paese, l’Olanda. Stasera, su questo palcoscenico dove si esibì così spesso, voglio rendere omaggio a questo artista straordinario».
Il violinista e direttore d’orchestra olandese André Rieu, in concerto al Radio City Hall di New York, ha voluto ricordare così Frank Sinatra, “The Voice”, com’è popolarmente ricordato questo cantante dal talento davvero non comune, con una voce segnata da una contagiosa espressività e da una carezzevole estensione tra i registri di tenore e baritono. Un artista che ci ha lasciato tanti capolavori nel repertorio leggero: canzoni indimenticabili, solo per citarne alcune, come “Strangers in the night”, “The way you look tonight”, “The best is yet to come”, “Summer wind”, “Fly me to the moon”, “I’ve got you under my skin”. E ancora: una seducente incisione di “The girl from Ipanema”, in duo con il compositore della musica e del testo, il musicista e poeta brasiliano Carlos Jobim; e una registrazione di “Best is yet to come” nella quale Sinatra è accompagnato da Count Basie e dalla sua orchestra. Piccoli gioielli della musica sinfonico-vocale nel registro quasi jazzistico, nel quale Sinatra è stato maestro indiscusso e in cui è immediatamente riconoscibile per il timbro di velluto e per l’innata capacità di danzare intorno allo swing, com’è del tutto evidente in “More”, capolavoro del nostro Riz Ortolani (ascoltabile su YouTube), oppure nelle brillanti orchestrazioni degli anni Sessanta e Settanta, soprattutto quelle del direttore e arrangiatore Don Costa.
Frank Sinatra è stato senza dubbio il re dei “crooner”, cioè quei cantanti che porgono pezzi melodici in chiave confidenziale, un modo di cantare nato negli Stati Uniti dopo l’avvento del microfono, e che ha avuto parecchi celebri imitatori come Dean Martin, Bobby Darin, Bing Crosby, Tony Bennett (ancora oggi sulla breccia). E certo c’è un brano che più di ogni altro ha reso celebre Sinatra e incarna meglio di tutti il suo stile, la potenza della sua estensione sonora, la gamma dei suoi “colori”, la sua magia vocale: si tratta di “My Way”, brano la cui musica è basata sulla canzone francese “Comme d’habitude”, composta nel 1967 da Claude François e Jacques Revaux, su un testo originale di Claude François e Gilles Thibault. La canzone è in un primo momento tradotta in inglese con il titolo “For Me”, ma in seguito il cantante Paul Anka (diventato famoso in Italia nel 1957 con “Diana” e nel 1964 con “Ogni volta”, al festival di Sanremo), che si trova in quel periodo a Parigi, ascolta “Comme d’habitude” alla radio, ne rimane colpito, decide di scrivere un nuovo testo in inglese per proporlo a Frank Sinatra.
Ne nasce un evergreen, un pezzo senza tempo: la versione originale della canzone parla di come la monotonia e la quotidianità possano spegnere l’amore. Paul Anka ha invece l’intuizione di adattare il testo per raccontare la storia di una persona che in punto di morte non rimpiange nulla di ciò che ha fatto durante la vita: anzi, rivendica e difende il proprio vissuto con coraggio e passione. In questo senso “My Way” ripercorre un po’ la poetica di un altro capolavoro francese reso immortale da Edith Piaf, “Je ne regrette rien”. L’idea del nuovo testo, raccontano gli storici della “song” americana, nasce durante una cena tra Paul Anka e Sinatra, che aveva manifestato l’intenzione di abbandonare il mondo della musica. Scosso da quella confidenza, Anka si mette a scrivere il testo pensando a ciò che Sinatra gli aveva detto: «And now, the end is near» (E ora la fine è vicina). Ci lavora tutta la notte, sino alle cinque del mattino. Sinatra, che si trovava a Las Vegas, accetta subito d’interpretare il brano, scritto praticamente sulla sua “pelle”, su misura per lui, nonostante non sia del tutto convinto della canzone perché la considera troppo «autoindulgente e retorica». A convincerlo, tuttavia, pensa la figlia Nancy: di Paul Anka le piacciono soprattutto le parole ”without exemption”, appropriate per uno, come il padre, che ha fatto ogni cosa e compiuto ogni scelta senza sconti, pagando sempre di persona: in un certo senso, com’è stato giustamente sottolineato, è una canzone che addensa e condensa la storia americana del self-made man.
Alla fine aveva ragione Paul Anka: “My Way” è diventato il brano che identifica meglio la vocalità di Sinatra, oltre al fatto che è un pezzo con infinite “cover” in tutto il mondo, anche di lusso: Elvis Presley, Nina Simone, Luciano Pavarotti, Ray Charles. La versione “classica” di Andrè Rieu, con la sua Johan Strauss Orchestra, ha il merito di spostare questo capolavoro leggero sul piano della sonorità sinfonica, dove il violino Stradivari del direttore e solista si sostituisce alla voce di Sinatra, seppure su un registro acuto, diventando così una sorta di “Concerto per violino e orchestra” con una melodia di stampo quasi romantico. L’omaggio appassionato di Rieu è tutto musicale, con una trascrizione orchestrale dove il testo si trasfigura nel fraseggio dello Stradivari, e il risultato ha un suo impatto armonico per la qualità intrinseca dell’idea musicale, che diventa facilmente cantabile anche senza parole e, quindi, vicina a chi decide di “aggrapparsi” a questo pezzo per trovare momenti di serenità e riflessione.
Il testo ovviamente, nella versione originale, è il cuore di tutto. E’ diventato un classico della canzone popolare anche per questo. Le parole “sono” il messaggio e, più ancora che la melodia in se stessa, diventano il senso di ogni cosa grazie alla voce. A parte il valore della melodia, infatti, sono i “crescendo” a effetto di Sinatra che s’impennano sulle due parole “my way", e l’emozione assoluta trasmessa dalla sua vocalità, le chiavi del successo di questo brano: la facilità con la quale il cantante americano “regge” le salite orchestrali, le sensazioni con cui accompagna chi ascolta (soprattutto chi conosce il senso del testo) verso brividi non comuni per la musica leggera.
Buon ascolto.

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Le biografie

Frank Sinatra (1915-1998), statunitense di origine italiana, cantante e attore, è stato uno dei più celebri artisti leggeri del Novecento. Soprannominato “The voice” (La voce) per la bellezza e la potenza del suo timbro vocale, si è imposto nel panorama musicale mondiale dagli anni Trenta fino al 1995, anno in cui tenne il suo ultimo concerto dal vivo.
Nella sua lunghissima carriera, si è aggiudicato un premio Oscar (per il film “Da qui all’eternità”, del 1953), due Golden Globe, ventuno Grammy Award (in ambito musicale) e un Emmy Award (in ambito televisivo). Nel 1985 ha ricevuto la Presidential Medal of Freedom e, nel 1997, la Congressional Gold Medal. Con oltre 2200 canzoni, più di 60 album (esclusi i postumi e le raccolte) e 150 milioni di dischi venduti, è uno dei più prolifici musicisti del secolo, insieme a Beatles, Rolling Stones, Elvis Presley, Michael Jackson, Queen e U2.

André Rieu (1949) è un direttore d’orchestra e violinista olandese di origine francese. Dedito alla musica sin da bambino, fra il 1968 e il 1973 studia violino al Conservatoire Royal di Liegi e successivamente al Conservatorium Maastricht. Fra il 1974 e il 1977 frequenta l’Accademia Musicale a Bruxelles.
Nel 1987 fonda la Johann Strauss Orchestra, con la quale acquista notorietà nel genere del Valzer. Successivamente si dedica al pop e al folk, alle colonne sonore e al musical teatrale, e a un’ampia scelta di musica classica, che porta alla conoscenza del grande pubblico vincendo numerosi premi internazionali.
André Rieu suona un violino Stradivari del 1667.

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Per approfondire l'ascolto

1) Frank Sinatra
Nothing but the best
The Sinatra Collection (Warner Music, disponibile anche su iTunes)

2) Paul Anka
Classic Songs - My Way (Universal Music, disponibile anche su iTunes)

3) Nina Simone
My Way (Stepsis Records, disponibile anche su iTunes)

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Parole chiave:
Autorealizzazione - Coraggio di vivere - Musica jazz - Serenità

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ATTENZIONE: Ogni terapia va individualizzata e monitorata in ciascuna paziente dal medico specialista esperto nel campo. Queste schede informative non possono in alcun modo sostituirsi al rapporto medico-paziente, né essere utilizzate senza esplicito parere medico

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